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In Laboratori sartoriali

Soleinsieme | Sartoria Sociale

Ricamatrici di speranza Soleinsieme
Ricamatrici di speranza Soleinsieme

Soleinsieme | Sartoria Sociale

Soleinsieme | Sartoria Sociale è uno dei progetti nati dalla cooperativa soleinsieme che promuove percorsi di inclusione sociale. Nasce a Reggio Calabria con l’intento di attivare percorsi di inserimento lavorativo ed inclusione sociale per categorie svantaggiate. L’obiettivo è il raggiungimento dell’autonomia e l’inserimento nel mondo del lavoro.Le attività si rivolgono nello specifico a quella fascia vulnerabile rappresentata dalle donne in difficoltà, le madri sole e le donne vittime di violenza.

Soleinsieme sartoria sociale
Soleinsieme sartoria sociale

Com’è nata la sartoria

Soleinsieme si costituisce nel Giugno 2014 in seguito a percorsi di condivisione e formazione. E’ nata all’interno della Rete “Madri in difficoltà” della Provincia di Reggio Calabria, con obiettivi di inclusione sociale e di una continuità di inserimento alla vita attiva e produttiva per ottenere migliori condizioni economiche, sociali e professionali. Così un gruppo di quindici donne ha voluto mettersi in gioco: sono tutte diventate protagoniste del proprio cambiamento, andando oltre il puro assistenzialismo. Il vero dubbio era questo.

I gesti sartoriali
I gesti sartoriali

Lo spazio del laboratorio

Innanzitutto il laboratorio di sartoria sociale nasce in uno spazio confiscato alla ‘ndrangheta. Questo ha significato il riscatto dell’intera città da logiche mafiose e clientelari e inevitabilmente anche dal riscatto di tutte quelle sacche di povertà – tra cui anche le donne che vivono una realtà problematica – che reclamano autonomia e indipendenza. Inoltre il bene confiscato è stato ristrutturato con la collaborazione di alcuni detenuti della casa circondariale di Reggio Calabria in un percorso di giustizia riparativa promosso dall’ente Provincia di Reggio Calabria.

Lo spazio del laboratorio
Lo spazio del laboratorio

La sartoria

La sartoria sociale è innanzitutto un luogo di incontro, aperto alla comunità, e scambio di opinioni al femminile. Prima di tutto uno spazio di accoglienza, sperimentazione, produzione culturale, pensato da donne e realizzato con le donne. Periodicamente vengono organizzati eventi culturali, di approfondimento di tematiche legate al lavoro e all’impresa , di sensibilizzazione alle varie forme di disagio femminile.

Lo spazio del laboratorio
Lo spazio del laboratorio

Il lavoro sartoriale

Il lavoro sartoriale si caratterizza per l’offerta di una serie di servizi. Le sarte lavorano giornalmente per andare incontro al gusto e alle esigenze dei diversi clienti. Per le produzioni interne, invece, si predilige una lavorazione artigianale e sostenibile. Tra i vari servizi troviamo: riparazioni e modifiche sartoriali di ogni genere, confezioni di abiti su misura, produzioni artigianali di borse e accessori personalizzati, e tanto altro oltre che le collezioni stagionali di borse, accessori di abbigliamento.

I prodotti di soleinsieme
I prodotti di soleinsieme

Qui lo shop

Fonti:
www.soleinsieme.it
Pagina Facebook
Pagina Instagram
www.vita.it
www.fanpage.it

In Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Gelso | Sartoria sociale

Gelso | Sartoria sociale
La Sartoria sociale

Gelso | Sartoria sociale

Gelso | Sartoria sociale nasce alla fine degli anni Novanta quando un gruppo di volontarie dà vita a una piccola sartoria nei locali dell’Istituto delle Rosine, in pieno centro storico a Torino. Il laboratorio, nato per favorire l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà attraverso la trasmissione di competenze professionali spendibili, si caratterizza fin dalle origini per la produzione artigianale di qualità. La sartoria offre lavoro a detenuti in semi-libertà, persone diversamente abili, persone vittime di violenza e stranieri, tutte accomunate dalla necessità di inserirsi in un tessuto sociale.

La sartoria sociale Gelso
La sartoria sociale Gelso

La nascita del laboratorio della casa circondariale

Prima di tutto l’inclusione sociale è l’obiettivo del’ attività Gelso. In questa prospettiva nasce nell’autunno 2017 il laboratorio all’interno della sezione femminile della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino: un luogo creato per offrire occasioni di impiego alle detenute, nella convinzione che il lavoro svolga un ruolo determinante nel percorso rieducativo e di reinserimento di chi assolve la pena.

Il lavoro sartoriale
Il lavoro sartoriale

L’organizzazione della sartoria

All’interno della sartoria si organizzano corsi e workshop dove si apprende come riparare maglioni, attaccare bottoni, creare piccoli manufatti, fino all’utilizzo di scarti tessili. Ed è proprio su quelli che comunemente chiamiamo “scarti” che la sartoria porta avanti la propria azione di sensibilizzazione in un’ottica di recupero. L’obiettivo è lavorare il più possibile con il fine serie e con gli avanzi di magazzino. Infatti Oggi una delle priorità della Sartoria è impegnarsi sul tema della sostenibilità.

Immagine della campagna promozionale Gelso

I servizi che offre la sartoria

La Sartoria realizza una piccola linea di abbigliamento quotidiano, prodotta recuperando ogni scampolo di tessuto e secondo tempi e modi di lavoro che rispettino la persona. Inoltre realizza abiti su misura sia da uomo, che da donna, per bambini e per cerimonie. Produce abbigliamento in conto terzi, e questa attività spazia dalla creazione dei modelli sino alla consegna del capo finito.

Immagine della campagna promozionale Gelso

Qui potete dare un occhio al catalogo online 

Fonti:
www.sartoriagelso.it
Pagina Facebook
Pagina Instagram
dressthechange.org
www.italiachecambia.org

Beatrice Bracchi

In Laboratori/ Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Banco lotto n°10 | Venezia

Il negozio di Banco lotto n°10 a Venezia
Il negozio di Banco lotto n°10 a Venezia

Le ristrette del banco lotto n°10

Le ristrette del banco lotto n°10 è così che si chiamano il brand e l’omonimo negozio di abiti creati dalla sezione femminile del carcere della Giudecca di Venezia.
La sartoria nasce, dell’impegno della Cooperativa Il Cerchio che, da oltre vent’anni è impegnata nel creare attività e occupazioni per chi si trova in carcere o sconta pene alternative tra Venezia e Treviso. Dal 2003 infatti, la Cooperativa sociale ha creato all’interno del carcere veneziano un laboratorio sartoriale, dove le ristrette imparano l’arte di taglio e cucito. Quest’iniziativa ha come primario obiettivo quello di dare l’opportunità alle detenute di imparare un mestiere, competenza determinante per un loro positivo reinserimento nella società.

Un abito della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10

La sartoria

La coordinatrice della sartoria insegna a 6/7 ristrette del Carcere Femminile della Giudecca l’arte del cucito e le migliori tecniche di taglio e cucito. Le donne imparano un lavoro creativo e artigianale.  Offrire l’opportunità di imparare un lavoro, sarà fondamentale per un reinserimento positivo nella società. Gli abiti sono tutti disegnati e pensati dalla Coordinatrice, coadiuvata da una sarta professionista e una cartamodellista. Si lavora con tessuti di altissima qualità.  Ogni capo, dal disegno, al taglio fino alla confezione è realizzato nella sartoria dietro le porte blindate del carcere. Inoltre vengono coinvolte importanti ditte tessili da cui cominciano ad arrivare scampoli in quantità rilevante ed è con questi tessuti che il prodotto sartoriale diventa di più alta qualità. 

I tessuti  utilizzati dal Banco lotto n°10
I tessuti utilizzati dal Banco lotto n°10

La boutique

Tutti i prodotti (abiti, giacche, borse, accessori moda) sono venduti al BANCO LOTTO N° 10 in Salizada Sant’Antonin 3478/a Castello a Venezia.  Il negozio è proprio Banco Lotto n.10 che prende il nome dal luogo dove in passato sorgeva un antica ricevitoria del gioco del lotto. Gli abiti delle ristrette sono venduti solamente in quest’unico punto vendita ma con un’eccezione, infatti tutti gli anni la Biennale del cinema di Venezia mette a disposizione del brand uno spazio durante il periodo del festival.

Un abito della collezione Banco lotto n°10
Abiti della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10

Il laboratorio esterno

Non molto lontano, a Sacca Fisola, “Il Cerchio” ha avviato anche un laboratorio esterno nato per offrire lavoro alle donne della sartoria una volta uscite dal carcere. Fin dalla sua origine, questo secondo laboratorio ha operato a fasi alterne: al momento è attivo, e viene utilizzato anche come magazzino.

Un abito della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10

La sfilata

Vestiti, Usciamo! è sfilata evento che, da qualche anno, viene organizzata per far conoscere la nuova collezione di Banco Lotto n.10, che diventa così una realtà consolidata e conosciuta.  La sfilata è la perfetta unione tra il mondo penitenziario veneziano e quello più “leggero” della vita mondana della città.

La sfilata del banco lotto n°10 del 2018
La sfilata del banco lotto n°10 del 2018

Fonti:
smackonline.it
Ilpolopositivo.com
Pagina Facebook del banco lotto n°10
ilcerchiovenezia.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Endelea | Dream Bold

I tipici tessuti wax utilizzati per i progetti Endelea
I tipici tessuti wax utilizzati per i progetti Endelea

Endelea | Dream Bold

Endelea | Dream Bold è un brand di moda etica nato a Milano nel 2018 con l’idea di creare collezioni di abiti e accessori in tessuti wax africani dal design made in Italy. Produce in un paese africano con una esplicita missione etica che è parte integrante del progetto. Il nome Endelea che in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi” è anche il motto coraggioso di chi crede nella creatività, nelle connessioni e nel valore delle persone e delle loro capacità.

Il team tanzaniano
Il team tanzaniano

Il progetto

ln primo luogo l’obiettivo è contribuire allo sviluppo di una vera e propria industria della moda in Tanzania, ad oggi quasi del tutto assente. Endelea sceglie quindi di investire sulla formazione, collaborando con le università locali, organizzando workshop gratuiti e sponsorizzando borse di studio. Nascono così le collezioni che sono disegnate in Italia e realizzate a mano con tessuti africani in Tanzania. Poi parte ricavi sono reinvestiti in programmi educativi per studenti di moda e design. La loro mission si basa sulla combinazione di tre elementi: l’utilizzo di stoffe africane, il design italiano e la forte componente etica del progetto.

Endelea  in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi”
Endelea in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi”

Il team

I tre soci fondatori di Endelea sono Francesca De Gottardo, CEO e responsabile marketing e operations; Serena Izzo, vice-presidente e responsabile e-commerce; e Andrea De Gottardo, CFO e responsabile fundraising. Inoltre il team è composto da diverse figure freelance che collaborano stabilmente con Endelea fin dal suo inizio, sia in Italia sia in Tanzania, integrando le competenze di fashion design, modellistica, controllo produzione, graphic design, fotografia, comunicazione e organizzazione di eventi. Il team italiano, quasi esclusivamente femminile, mentre quello tanzaniano, è composto da sarte, sarti e gli studenti di fashion design di Dar Es Salaam.

Il team Endelea
Il team Endelea

Le collezioni

I loro capi sono fatti a mano con passione e sono pensati per durare a lungo, stagione dopo stagione: per una moda etica che rispetta la creatività, le persone e l’ambiente. Le collezioni di Endelea sono disegnate a Milano e realizzate a mano a Dar es Salaam, in Tanzania.  Così anche i tessuti sono acquistati nei mercati locali e i modelli prodotti in loco, in un laboratorio costruito insieme a sarti e sarte tanzaniani. Così da creare risorse e lavoro direttamente in Tanzania.
Si nello shop si possono acquistare sia abiti che accessori ma anche elementi d’arredo come cuscini, tovaglie e molto altro.

La collezione di abiti con stoffe wax
La collezione di abiti con stoffe wax

Qui il link allo shop.

Fonti:
Sito di Endelea
Pagina Facebook
Pagina Instagram
Ipresslive

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Imama project | Human value

Human value, worker value
Human value, worker value

Imama project | Human value

Imama project | Human value è un’associazione che nasce per sostenere progetti sociali in Italia e nel mondo. Nella foresta guineana si dice “i mama” per augurare una giornata gioiosa quando il sole sorge e tutto si risveglia.

Un capo della collezione Imama
Un capo della collezione Imama

La sartoria sociale

Imama è soprattutto una sartoria sociale nata per dare lavoro a donne che vivono in Guinea (uno dei paesi africani più poveri al mondo) abili nel cucire capi con fantasie e colori meravigliose. Ogni pezzo porta il nome della sarta che lo ha realizzato. Il ricavato ottenuto dalle vendite è reinvestito in progetti umanitari in Italia e nel mondo Qui lo shop Scegli un capo sartoriale Imama e sostieni i loro progetti.

Foto shooting della gonna Amelie di Imama
Foto shooting della gonna Amelie di Imama

La mission

L’associazione pone l’accento sulla formazione e sulla centralità del lavoro come ambiti dello sviluppo della persona umana. Il punto di partenza è la soddisfazione dei bisogni primari per evolvere verso le competenze formative. Inoltre punta ha sviluppare rapporti culturali e relazionali che ne possano consentire una vita vissuta consapevolmente e dignitosamente. Inoltre l’associazione ha dato vita a diversi progetti legati all’ambito della moda e del tessile. In primo luogo Imama si dirige verso un modello di economia solidale che offre una reale opportunità ai privati di intervenire in ambito sociale. Una prospettiva autosostenibile, dove i diversi progetti sociali potranno svilupparsi grazie ai fondi ricavati dalla vendita dei prodotti all’interno di un sistema attivo e propositivo legato alle competenze dei soggetti coinvolti.

I laboratori Imama
I laboratori Imama

Hope couture

Il progetto Hope couture promuove l’imprenditoria nel settore tessile in Italia e nel mondo.
L’obiettivo è di sviluppare un’opportunità economica che permetta ai beneficiari di diversificare la loro produzione e rinforzare il flusso commerciale nei mercati locali e internazionali aumentando le attività generatrici di reddito e la loro autonomia.

Il progetto Hope coture
Il progetto Hope coture

Un filo di libertà

Invece Un filo di libertà, è una scuola di formazione nel settore tessile. Imama mira al rafforzamento delle competenze professionali, organizzative e gestionali di giovani donne non scolarizzate nella Repubblica di Guinea e il successivo avvio di attività generatrici di reddito.
Inoltre è attivo un percorso di alfabetizzazione per fornire alle partecipanti le conoscenze base di lettura, scrittura e calcolo per facilitarle nell’apprendimento verso una maggiore autonomia.

Qui link allo shop

Fonti:
Sito dell’associazione
Pagina Facebook
Pagina Instagram
www.cosmopolitan.com

Beatrice Bracchi

In Progetti nelle carceri

O’press | Laboratorio etico serigrafico

Laboratorio serigrafico artigianale.
Laboratorio serigrafico artigianale.

O’press | laboratorio etico serigrafico

O’press | laboratorio etico serigrafico, è nato all’interno della Sezione Alta Sicurezza del Carcere di Genova  Marassi. Un luogo di lavoro e incontro in cui alcune persone detenute, formate e regolarmente assunte, cercano di dare un senso alla loro detenzione. Attraverso la realizzazione di stampe serigrafiche su tessuti, soprattutto t-shirt. Da qui anche il nome del progetto che ruota attorno a un doppio significato. Infatti da una parte ci fa pensare all’ oppressione della detenzione ma ricorda anche la gestualità della stampa a mano.

I gesti e la manualità all'interno del laboratorio o'press.
I gesti e la manualità all’interno del laboratorio o’press.

Le collaborazioni

Il progetto O’Press nasce nel 2008 dalla collaborazione tra Bottega Solidale, l’Istituto scolastico Vittorio Emanuele-Ruffini, l’associazione Teatro Necessario e la Fondazione De Andrè. Lo scopo è quello di abbinare all’ attività principale di promotori del commercio equo, il tema della rieducazione carceraria. Soprattutto in questi anni, grazie al sostegno delle Botteghe del Commercio Equo e Solidale, siamo cresciuti molto. Sono migliorate le nostre capacità di produzione, ed è aumentata la qualità del nostro lavoro sotto tanti punti di vista. Dall’attenzione al cliente, al valore e alla tipologia delle stampe.

Le t-shirt della collezione
Le t-shirt della collezione

La produzione

O’Press rappresenta un progetto sociale al 100% le maglie sono di cotone biologico, provengono da fornitori certificati, vengono lavorate all’interno della Casa Circondariale di Marassi. Tutto il processo di stampa serigrafica viene fatto artigianalmente da quattro persone detenute, che attraverso l’impegno e la grande passione che mettono nel loro lavoro cercano di dare un senso alla loro detenzione.

Io sogno fortissimo, lo slogan della campagna di raccolta fondi.
Io sogno fortissimo, lo slogan della campagna di raccolta fondi.

Perché appoggiare il progetto

Innanzitutto il lavoro in carcere rappresenta un pilastro della rieducazione. Si è visto che gli incarichi più formativi sono proprio quelli per le imprese che creano un ponte con la società e fanno svolgere ai detenuti attività richieste dal mercato. La riabilitazione è un processo che può iniziare ma che deve proseguire anche fuori. Rimanere nell’inattività aspettando che il tempo passi durante il periodo di detenzione, non avere nessuna occupazione intellettuale o manuale, non permette di riflettere sulla propria vita e di generare cambiamenti positivi.

O’PRESS dal 2008 confeziona sogni e ora ha bisogno proprio di te. QUI la campagna di raccolta fondi. Compila il form di donazione per ricevere in omaggio la tua t-shirt.

Fonti:

www.bottegasolidale
Pagina facebook

In In collaborazione con grandi aziende/ Laboratori sartoriali

QUID | Progetto sociale

I laboratori dell'associazione.
I laboratori dell’associazione.

Il marchio

QUID progetto sociale è marchio di moda che nasce da un tessuti di qualità del miglior Made in Italy recuperati localmente per mano di donne con un passato di fragilità. Progetto QUID nasce dalla volontà di sperimentare il reinserimento lavorativo di donne in difficoltà attraverso il loro impiego in attività produttive che rispondono alle logiche del mercato e che allo stesso tempo stimolano una partecipazione attiva alla bellezza e alla creatività.
QUID nasce come Associazione di Promozione Sociale nel 2012 per volontà di cinque amici appassionati di moda e con un cuore per il sociale. A marzo 2013 all’Associazione si è aggiunta la Cooperativa Sociale Progetto QUID e al team di partenza si è affiancata una squadra di creativi emergenti.

La collezione Quid autunno inverno 20/21.
La collezione autunno inverno 20/21.

Quid. Brand nativo sostenibile e un inclusivo innovatore sociale. 

Quid. Breve e essenziale questa parola esprime la concretezza del nostro approccio al problema dell’emarginazione sociale. Quid offre quel qualcosa in più alla comunità, al cliente e ai marchi partner. Questo valore aggiunto è dunque universale e unisce – proprio come la molletta del loro logo – valori di mercato e valori sociali.
Creatività e bellezza si fondono con l’ampio respiro della sostenibilità ambientale e del recupero di tessuti di qualità altrimenti inutilizzati grazie a una rete di brand partner rigorosamente selezionati e locali.

I tessuti derivati dagli scarti di aziende tessili prestigiose.
I tessuti derivati dagli scarti di aziende tessili prestigiose.

I tessuti utilizzati

Le collezioni QUID prendono vita da eccedenze di tessuti messe a disposizione dalle più prestigiose aziende di moda e del settore tessile.
Procuriamo le nostre materie prime grazie a una rete di oltre 50 fabbriche di tessuti, marchi storici della moda italiana.
Alcuni soci donano il tessuto in eccesso che non sono in grado di utilizzare, altri vendono il loro surplus a un prezzo simbolico. Perciò la sostenibilità passa dal recupero dell’eccedenza. Qui un elenco di tutte le aziende tessili partners.

I dati del progetto
I dati del progetto.

L’evoluzione del progetto.

In origine il progetto era diretto a garantire il reinserimento lavorativo di donne con un passato di fragilità, ma con l’evoluzione delle esigenze sociali ha iniziato a coinvolgere nuovi soggetti bisognosi, e come ex tossico dipendenti e richiedenti asilo. I dipendenti vengono segnalati da associazioni di volontariato che collaborano con Quid e spesso vengono scelte persone che hanno già fatto un percorso sartoriale, ma esistono anche casi di formazione on the job fornita dai responsabili di produzione interni a Quid.

Qui lo shop

Fonti:

https://www.quidorg.it/
http://www.fondazioneveronese.org/
https://dressthechange.org/progetto-quid/
https://www.facebook.com/progettoquid
https://www.instagram.com/progettoquid/

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Sartoria Sanvittore | Not charity, just work

Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice
Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice

Not charity, just work

La sartoria Sartoria Sanvittore a Milano è un progetto nato nel 2008 dall’impegno della cooperativa Alice, un ente che dal 1992 opera nel campo sociale. Con il motto Not charity, just work la Sartoria si impegna a restituire dignità a donne emarginate attraverso il lavoro sartoriale. La loro mission è la costruzione di una società inclusiva. Di fatto vogliono restituire centralità alla persona e sostenere lo sviluppo sostenibile attraverso l’artigianalità del Made in Italy e le filiere etiche. Con il suo impegno quotidiano ha consentito a più di 450 donne emarginate di raggiungere l’indipendenza economica restituendo loro una nuova chance di futuro. Con le sue attività dimostra come la restituzione di dignità attraverso il lavoro non sia solo un modello di business efficace, ma un investimento sociale utile ed efficace per tutti.
Il lavoro fa scattare una serie di meccanismi emotivi, ma dipende sempre dalla persona. Chi si è salvato, si è sempre salvato da solo, grazie a delle opportunità.

Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice
Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice

La mission

Per la cooperativa Alice il lavoro è lo strumento principe per riportare al posto giusto persone, valori, ruoli, relazioni.
Attraverso l’arte della sartorialità italiana cerca di ristabilire un giusto equilibrio tra la legalità, le donne che hanno commesso reato e la società stessa. Attiva dal 1992 ha supportato nei percorsi di re-inserimento sociale più di 450 donne in difficoltà. Così la cooperativa ha maturando una competenza specifica nella conduzione di percorsi di riabilitazione di persone ristrette nella libertà.
I laboratori artigianali sono attivi all’interno del carcere di Monza (pelletteria), nel carcere di San Vittore e Bollate (sartorie) a Milano, e nella sede esterna della cooperativa (sartoria) per consentire il proseguio del progetto di riabilitazione anche una volta terminata la pena.
La Cooperativa re-investe totalmente gli utili derivanti dalle sue lavorazioni in percorsi di formazione e inclusione lavorativa per combattere la recidiva di reato e restituire dignità alle persone, ed educare la società alla sostenibilità sociale.

Siamo tutti Alice
Siamo tutti Alice.

La sfida

Nei laboratori della cooperativa, non solo le donne riconquistano l’indipendenza, ma stanno diventando parte di una tradizione più ampia, quella delle tecniche artigianali italiane. La loro sfida è quella di rompere gli stigma. Non è detto che se una produzione è fatta da una cooperativa sociale debba essere di bassa qualità. Anzi all’interno dei laboratori vengono realizzati anche una serie di accessori e abiti in collaborazione con marchi di moda oltre che – potrà sembrare ironico – toghe su misura per i magistrati per una vero e propria ricongiungimento con la legalità. Nelle fotografie della campagna pubblicitaria un cerchio rosso protegge il volto delle sarte, perché ciò che realmente conta e definisce l’identità di ognuno di noi è ciò che creiamo con le nostre mani.

Vincino per Cooperativa Alice, 2010
Vincino per Cooperativa Alice, 2010

Sostieni la campagna di raccolta fondi per garantire ossigeno ai progetti della cooperativa a favore delle donne in difficoltà. Qui

Fonti:
Cooperativa Alice
www.vita.it
Le strade di Milano
Pagina facebook

Beatrice Bracchi