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In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Kechic | Milano Dakar

Kechic
keChic

La sartoria sociale KeChic

La sartoria sociale KeChic è una sartoria e un marchio di abbigliamento italo africano. È una speranza che prende forma, un sogno che diventa realtà, un’opera comune che, con ago e filo, unisce Dakar a Milano. Nasce dall’incontro tra Valeria e Cheikh. Lui senegalese e sarto, lei italiana ed esperta di comunicazione. Prende origine da questa amicizia, dalla voglia di creare qualcosa di bello insieme e di condividerlo. KeChic ha sede in un piccolo Atelier-laboratorio di via Arese 18, nel quartiere Isola, dove è possibile scegliere di persona stoffe e modelli. La particolarità infatti è che realizzano i capi su misura con tele senegalesi dai colori e fantasie di ogni genere, mixate con tessuti scelti dal singolo cliente. 

I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic

L’attività

Intrecciare fili, mescolare storie, saperi e usanze lontane, mettersi nei panni dell’altro. È questa la magia che trasforma un mix di tessuti in un capo unico e irripetibile. L’esplosione di colori dal sapore etnico del wax africano, si sposa con stoffe e forme della tradizione europea. Parola d’ordine: artigianalità. Tutto è fatto a mano e con la massima cura dei dettagli. Fodere per cappotti, tasche e taschini, gilet imbottiti, bordature, colli e cappucci. Ma Kechic oltre ad essere un atelier sartoriale, è uno spazio di creatività, relazioni, incontri, idee e dialogo tra le diversità. E’ il nostro salotto “misto” culturale.

I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic

Milano Dakar

Fare rete, giocare in squadra. È questa la filosofia di Kechic. Oltre che un atelier sartoriale, sono anche un’associazione APS con uno scopo sociale. Tutto parte dal Centre Handicapé di Dakar, dove Cheikh dopo essersi ammalato di poliomielite ha imparato il mestiere di sarto, il luogo in cui è cresciuto e che non ha mai dimenticato. Molti dei suoi compagni del Centro sono oggi collaboratori a distanza. Scelgono le migliori stoffe, le spediscono in Italia e realizzano una parte della produzione di accessori. Cheikh in Italia ha poi potuto approfondire lo studio della modellistica e scoprire stili grazie al supporto della Scuola di Sartoria “Teatro della moda”

Cheikh
Cheikh

Obiettivi del progetto

Il nostro progetto prevede la ricostruzione del Centro Handicapé di Dakar, struttura messa a dura prova dagli allagamenti della stagione delle piogge, per farlo tornare il polo di attrazione culturale e sociale del quartiere, come era un tempo. Oltre che di far crescere la sartoria creando un’occasione di lavoro per le persone più vulnerabili.

I ragazzi del Centro Handicapé di Dakar.
I ragazzi del Centro Handicapé di Dakar.
I ragazzi di Dakar
I ragazzi di Dakar
I prodotti di Kechic
I prodotti di Kechic

Qui lo shop

Fonti:
www.kechic.it
Pagina Instagram
Pagina Facebook
www.marieclaire.com
www.vita.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali

Soleinsieme | Sartoria Sociale

Ricamatrici di speranza Soleinsieme
Ricamatrici di speranza Soleinsieme

Soleinsieme | Sartoria Sociale

Soleinsieme | Sartoria Sociale è uno dei progetti nati dalla cooperativa soleinsieme che promuove percorsi di inclusione sociale. Nasce a Reggio Calabria con l’intento di attivare percorsi di inserimento lavorativo ed inclusione sociale per categorie svantaggiate. L’obiettivo è il raggiungimento dell’autonomia e l’inserimento nel mondo del lavoro.Le attività si rivolgono nello specifico a quella fascia vulnerabile rappresentata dalle donne in difficoltà, le madri sole e le donne vittime di violenza.

Soleinsieme sartoria sociale
Soleinsieme sartoria sociale

Com’è nata la sartoria

Soleinsieme si costituisce nel Giugno 2014 in seguito a percorsi di condivisione e formazione. E’ nata all’interno della Rete “Madri in difficoltà” della Provincia di Reggio Calabria, con obiettivi di inclusione sociale e di una continuità di inserimento alla vita attiva e produttiva per ottenere migliori condizioni economiche, sociali e professionali. Così un gruppo di quindici donne ha voluto mettersi in gioco: sono tutte diventate protagoniste del proprio cambiamento, andando oltre il puro assistenzialismo. Il vero dubbio era questo.

I gesti sartoriali
I gesti sartoriali

Lo spazio del laboratorio

Innanzitutto il laboratorio di sartoria sociale nasce in uno spazio confiscato alla ‘ndrangheta. Questo ha significato il riscatto dell’intera città da logiche mafiose e clientelari e inevitabilmente anche dal riscatto di tutte quelle sacche di povertà – tra cui anche le donne che vivono una realtà problematica – che reclamano autonomia e indipendenza. Inoltre il bene confiscato è stato ristrutturato con la collaborazione di alcuni detenuti della casa circondariale di Reggio Calabria in un percorso di giustizia riparativa promosso dall’ente Provincia di Reggio Calabria.

Lo spazio del laboratorio
Lo spazio del laboratorio

La sartoria

La sartoria sociale è innanzitutto un luogo di incontro, aperto alla comunità, e scambio di opinioni al femminile. Prima di tutto uno spazio di accoglienza, sperimentazione, produzione culturale, pensato da donne e realizzato con le donne. Periodicamente vengono organizzati eventi culturali, di approfondimento di tematiche legate al lavoro e all’impresa , di sensibilizzazione alle varie forme di disagio femminile.

Lo spazio del laboratorio
Lo spazio del laboratorio

Il lavoro sartoriale

Il lavoro sartoriale si caratterizza per l’offerta di una serie di servizi. Le sarte lavorano giornalmente per andare incontro al gusto e alle esigenze dei diversi clienti. Per le produzioni interne, invece, si predilige una lavorazione artigianale e sostenibile. Tra i vari servizi troviamo: riparazioni e modifiche sartoriali di ogni genere, confezioni di abiti su misura, produzioni artigianali di borse e accessori personalizzati, e tanto altro oltre che le collezioni stagionali di borse, accessori di abbigliamento.

I prodotti di soleinsieme
I prodotti di soleinsieme

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Fonti:
www.soleinsieme.it
Pagina Facebook
Pagina Instagram
www.vita.it
www.fanpage.it

In Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Gelso | Sartoria sociale

Gelso | Sartoria sociale
La Sartoria sociale

Gelso | Sartoria sociale

Gelso | Sartoria sociale nasce alla fine degli anni Novanta quando un gruppo di volontarie dà vita a una piccola sartoria nei locali dell’Istituto delle Rosine, in pieno centro storico a Torino. Il laboratorio, nato per favorire l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà attraverso la trasmissione di competenze professionali spendibili, si caratterizza fin dalle origini per la produzione artigianale di qualità. La sartoria offre lavoro a detenuti in semi-libertà, persone diversamente abili, persone vittime di violenza e stranieri, tutte accomunate dalla necessità di inserirsi in un tessuto sociale.

La sartoria sociale Gelso
La sartoria sociale Gelso

La nascita del laboratorio della casa circondariale

Prima di tutto l’inclusione sociale è l’obiettivo del’ attività Gelso. In questa prospettiva nasce nell’autunno 2017 il laboratorio all’interno della sezione femminile della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino: un luogo creato per offrire occasioni di impiego alle detenute, nella convinzione che il lavoro svolga un ruolo determinante nel percorso rieducativo e di reinserimento di chi assolve la pena.

Il lavoro sartoriale
Il lavoro sartoriale

L’organizzazione della sartoria

All’interno della sartoria si organizzano corsi e workshop dove si apprende come riparare maglioni, attaccare bottoni, creare piccoli manufatti, fino all’utilizzo di scarti tessili. Ed è proprio su quelli che comunemente chiamiamo “scarti” che la sartoria porta avanti la propria azione di sensibilizzazione in un’ottica di recupero. L’obiettivo è lavorare il più possibile con il fine serie e con gli avanzi di magazzino. Infatti Oggi una delle priorità della Sartoria è impegnarsi sul tema della sostenibilità.

Immagine della campagna promozionale Gelso

I servizi che offre la sartoria

La Sartoria realizza una piccola linea di abbigliamento quotidiano, prodotta recuperando ogni scampolo di tessuto e secondo tempi e modi di lavoro che rispettino la persona. Inoltre realizza abiti su misura sia da uomo, che da donna, per bambini e per cerimonie. Produce abbigliamento in conto terzi, e questa attività spazia dalla creazione dei modelli sino alla consegna del capo finito.

Immagine della campagna promozionale Gelso

Qui potete dare un occhio al catalogo online 

Fonti:
www.sartoriagelso.it
Pagina Facebook
Pagina Instagram
dressthechange.org
www.italiachecambia.org

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Mafric | Moda Africa Craft

Gli abiti della collezione Mafric
Gli abiti della collezione Mafric

Mafric | Moda Africa Craft

Mafric | Moda Africa Craft è una sartoria milanese che crea abiti attraverso i quali il design italiano scopre i colori sgargianti dell’Africa. I pezzi sartoriali creati sono tutti fatti a mano, unici e solidali. Infatti ogni capo si pone l’obiettivo di essere il risultato finale di una filiera produttiva sostenibile, in grado di generare valore ed avere un forte impatto sociale. E’ un progetto in collaborazione con con la Sartoria Sociale SunnCoop, una cooperativa tutta al femminile della periferia milanese. La sartoria offre prospettive di riscatto a donne madri, straniere e senza possibilità di lavoro sul territorio.

I prodotti della collezione Mafric
I prodotti della collezione Mafric

Da dove nasce Mafric

Mafric è una start-up di moda che nasce nel cuore dell’Africa in Zambia e si sviluppa e cresce nella città e nelle perifierie di Milano. Tutto ha inizio nel 2018 a Livingstone, città perla dell’Africa, sul fianco delle Cascate Vittoria. L’idea nasce dall’esperienza di Servizio Civile Volontario di  Mario Giovanni Lucchesi, al termine di un lungo anno vissuto a stretto contatto con le realtà artigianali locali, Giovanni sente il bisogno di fare tesoro.
Decide così di riportare a casa una testimonianza di quella ricchissima cultura; tante sono le cose che avrebbe potuto portare con sé, ma alla fine sceglie quelle più affascinanti: le stoffe Wax. E con loro porta l’atmosfera e i colori di questo spicchio d’Africa ormai entrato nel suo cuore.

Mario Giovanni Lucchesi in Zambia
Mario Giovanni Lucchesi in Zambia

I principi fondanti del progetto

In primo luogo il progetto si fonda su due principi cardine: interculturalità e moda sostenibile. Mafric nasce dall’esigenza di creare un luogo di incontro fra due culture, italiana e africana, all’apparenza così distanti, ma in realtà unite dalla grande passione per il fashion.

Gli abiti della collezione Mafric
Gli abiti della collezione Mafric

Gli obiettivi del progetto

Multiculturalità e moda sostenibile. Queste le parole chiave. L’obiettivo di Mafric è ora quello di creare una rete di sartorie sociali a livello nazionale aiutando e sostenendo donne in situazione di vulnerabilità attraverso il lavoro sartoriale.
Infatti ci sono le donne dell’Uganda, ex donne di uomini soldati oppure le vedove che sono considerate impure nel contesto sociale di appartenenza proprio per le loro scelte sentimentali: essere state con uomini soldato oppure aver perso il marito.Infine a tutte queste donne Mafric offre l’opportunità di avere una fonte di sostentamento, di imparare un mestiere, di guadagnare dei soldi che le aiuteranno a crescere le loro famiglie. 

I prodotti della collezione Mafric
I prodotti della collezione Mafric

Il processo creativo di Mafric

Come prima cosa Mafric si occupa della parte creativa, sebbene volentieri vengano coinvolte, nella fase di ideazione della collezione, anche le sarte stesse.
Una volta creata la collezione e il campionario, ogni sartoria riceve il materiale e i cartamodelli per procedere al confezionamento; questa fase si svolge rispettando anche l’esperienza di ogni singola realtà (c’è chi è più abile a confezionare borse, chi astucci, chi gonne…).
Quando è terminato il confezionamento degli articoli il tutto viene nuovamente ricentralizzato e Mafric si occupa della distribuzione ai clienti.
Questo procedimento permette di avere un’unica collezione omogenea ma confezionata da più realtà, ognuna seguendo la propria specializzazione, valorizzando al meglio le singole capacità delle sarte.
Il metodo produttivo permette di fornire lavoro a micro realtà che spesso si trovano senza possibilità di un respiro più ampio e sono costrette a chiudere; il tutto rispettando l’autonomia di ogni singola realtà che partecipa al progetto.

I prodotti della collezione Mafric

Qui lo shop

Fonti:
mafric.it
Mafric pagina Instagram
Mafric pagina Facebook
www.italiachecambia.org
www.africarivista.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali

Midulla | Sartoria Sociale

I protagonisti della Sartoria Midulla
I protagonisti della Sartoria Midulla

Midulla | Sartoria Sociale

Midulla | Sartoria Sociale è un progetto nato nel 2018, all’interno delle proposte del Centro Polifunzionale Midulla. Nasce per ricucire il tessuto sociale del quartiere di San Cristoforo a Catania. Ex quartiere operaio, San Cristoforo è uno dei simboli meridionali del sistema dello spaccio e della criminalità organizzata.
Un’idea che si sviluppa grazie all’associazione Gammazita che sostiene con forza per le sue evidenti potenzialità.
Offre lavoro e competenze nell’ambito della sartoria e del ricamo alle persone che vivono il quartiere, nonché un percorso professionalizzante. Coinvolge decine di donne, giovani e anziane, mamme e figlie, ed insegna l’arte del cucito ma anche tecniche moderne di cartamodello, attraverso corsi e progettazione.

Le donne della Sartoria Midulla
Le donne della Sartoria Midulla
I protagonisti della Sartoria Midulla
I protagonisti della Sartoria Midulla

L’associazione Gammazita

Dal 2013 Gammazita crea, nella piazza Federico di Svevia uno spazio libero, restituito alla città, in cui arte, cultura, socialità e condivisione sono a casa. È un’associazione culturale e di promozione sociale, impegnata ogni giorno nella riqualificazione urbana e nella diffusione di processi di aggregazione all’interno del quartiere in cui opera. Inoltre le attività si concentrano sulla condivisione culturale ed artistica, sulla valorizzazione dei beni pubblici, sull’organizzazione dal basso, sull’inclusione sociale e sulla cittadinanza attiva. L’associazione culturale Gammazita porta avanti  progetti dedicati a tematiche sociali e culturali scommettendo sulla riqualificazione urbana e sulla diffusione e condivisione della cultura.

Le donne della Sartoria Midulla
Le donne della Sartoria Midulla

Il laboratorio sartoriale Midulla

L’obiettivo è senz’altro apprendere le tecniche della realizzazione di un modello, a partire dalla progettazione fino alla realizzazione, sono competenze preziose da acquisire ed utilizzare, ma il “plus” realizzato dalla Sartoria è stato riuscire ad essere, in maniera spontanea, un catalizzatore di energia creativa che ha attratto e mantenuto insieme le donne che oggi compongono il team più assiduo, attorno al quale ruotano tante altre donne. Un gruppo di lavoro composto da donne diversissime tra loro, con professionalità differenti, ma tutte unite da questo progetto che integra le versatilità di ciascuna, si sviluppa e crea con le mani di tutte, e che si pone obiettivi sempre più importanti.

I costumi realizzati da Midulla per il Carnevale sociale di Catania
I costumi realizzati da Midulla per il Carnevale sociale di Catania

Le collezioni

Tra i suoi obiettivi fornisce supporto e competenze tecniche a creativi e stilisti, locali e non, usando risorse del quartiere di San Cristoforo come sarte e botteghe artigianali. Ha già ricevuto importanti commissioni locali e nazionali. Firma una prima collezione in occasione di Ursino Buskers 2018 con cui veste le attiviste di Gammazita e le giocoliere del Festival, realizza i costumi di scena della Compagnia Cometa Circus, crea i costumi e gli accessori del Carnevale Sociale di Catania 2019 e gli abiti per la Compagnia Malerba.

Il costume realizzato per la compagnia teatrale Malerba
Il costume realizzato per la compagnia teatrale Malerba
Il costume realizzato per la compagnia teatrale Malerba
Il costume realizzato per la compagnia teatrale Malerba

Gli obiettivi per il futuro

La sartoria che ha iniziato con lo scopo ricreativo, di incontro e confronto, sta crescendo sempre più. Soprattutto dopo le commissioni dei costumi di scena ha come obiettivo quello di creare una propria collezioni di abiti da commercializzare per autosostenersi e creare lavoro.

Le donne della Sartoria Midulla
Le donne della Sartoria Midulla

Fonti:
www.gammazita.it
Pagina Facebook
Pagina Instagram
catania.meridionews.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Sort of Looser | Progetto Zebra

I protagonisti del progetto Sort of Zebra
I protagonisti del progetto Sort of Zebra

Sort of Looser | Progetto Zebra

Sort of Looser | Progetto Zebra è la nuova sfida lanciata dal brand Genovese di articoli sportivi e costumi rigorosamente ecosostenibili. Qui potete dare un occhio alle loro creazioni.
Il progetto Zebra per il Burkina Faso vede la collaborazione di Sort of Looser e la cooperativa Zebra e che come fine ha quello di finanziare l’istruzione base a 150 bambini in Burkina Faso tramite la Vendita di asciugamani da mare creati appositamente per il progetto.

I teli mare realizzati da Sort of Looser in collaborazione con la cooperativa Zebra
I teli mare realizzati da Sort of Looser in collaborazione con la cooperativa Zebra

I protagonisti del progetto

I protagonisti sono un gruppo di persone con esperienze differenti ma che come ideale credono nella sostenibilità e solidarietà e che cercano nel quotidiano di condurre uno stile di vita essenziale con particolare attenzione al rispetto dell’ambiente.
Zebra per il Burkina Faso associazione di volontariato che si pone come obiettivo la costruzione di un ponte ideale di fraternità e amicizia con il popolo africano.
Sort of Looser sono invece creativi che lavorano con la voglia di cambiare il mondo seguendo poche e semplici regole: sostenibilità, creatività e benessere. Un laboratorio di artigianato tecnologico che produce capi made in Italy a km 0.

I tre colori disponibili degli asciugamani
I tre colori disponibili degli asciugamani

Gli asciugamani che finanziano l’istruzione di base

Il progetto parte proprio dai bambini, infatti la cooperativa Zebra ha attivato un laboratorio artistico tra i banchi di scuola del villaggio di Nayalguè (Burkina Faso), dove i 150 studenti hanno dato libero sfogo alla loro creatività, disegnando gli elementi ricorrenti della loro quotidianità. Dopodiché, grazie all’aiuto dell’illustratrice genovese Giulia Pastorino, sono riusciti a trasformare i disegni dei piccoli grafici nei protagonisti delle texture per gli asciugamani che infine sono stati fatti realizzare da Sort of Looser.
L’acquisto di ogni singolo asciugamano contribuisce a iscrivere a scuola per l’anno 21/22 i 150 piccoli artisti, fornire loro il materiale scolastico necessario e sostenere le loro famiglie.

I bambini in Burkina Faso che hanno realizzato i disegni
I bambini in Burkina Faso che hanno realizzato i disegni
Le illustrazioni per i disegni dei teli mare
Le illustrazioni per i disegni dei teli mare

Qui il link per acquistare gli asciugamani e sostenere il progetto Zebra!

Fonti:
sortoflooser.com
Pagina Facebook
Pagina Instagram
Le strade di Genova
ilsecoloxix.it
zebraperilburkinafaso.com

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali

Assiri | Sartoria Eco-Etica

I protagonisti di Assiri
I protagonisti di Assiri

Assiri | Sartoria Eco-Etica

Assiri | Sartoria Eco-Etica nasce dalla cooperativa Di tutti i colori che si è sempre impegnata nel favorire la conoscenza in materia di immigrazione e di garantire assistenza a persone migranti e non in difficoltà. E’ una sartoria Eco-Etica si impegna nell’orientamento lavorativo e nel supporto alla ricerca attiva del lavoro delle persone ospiti nei progetti di accoglienza. Non solo sartoria, quindi ma anche inclusione sociale, crescita professionale e relazionale. Sempre con uno sguardo all’ecologia ed all’etica.

I protagonisti di Assiri
I protagonisti di Assiri

Perché Assiri

Il termine “assirì” significa “nodo” in Djula (lingua nazionale in Costa d’avorio e veicolare in molti paesi dell’africa subsahariana).
Il nodo ha per noi una forza evocativa importante: il nodo rappresenta l’intreccio, è l’immagine di qualcosa che è in grado di trasformarsi e rigenerarsi per dar vita a forme nuove, è l’icona della possibilità di essere resistentissimo e flessibile allo stesso tempo (si pensi ai nodi marinareschi).In molte culture, inoltre, il nodo è simbolo di vita e continuità tra l’essere umano, il divino (non religiosamente inteso) e la natura.
Infine il nodo richiama anche il senso del tempo trascorso in mare (l’unità di misura marittima è appunto il “nodo” perché nell’antichità la si calcolava mediante il numero di nodi contati in un dato lasso di tempo) per raccontare a chi ci conoscerà, e per ricordare sempre anche a noi, il Mediterraneo: è da lì, da quella traversata, che ha inizio la storia dell’incontro che ci ha portati qui.

I laboratori Assiri
I laboratori Assiri

I quattro pilastri fondamentali

Mescolanza, infatti la linea di prodotti , è in grado di fondere stili e colori dell’Africa e dell’Europa, anche mediante l’utilizzo di stoffe batik e wax.
Eticità fatta di giusti compensi, equo trattamento dei lavoratori e tutti i guadagni sono reinvestiti in progetti sociali. Una parte delle stoffe proviene da una realtà sociale che investe una parte dei guadagni in programmi di prevenzione e cura della malaria.
Ecologia Infatti i prodotti sono fatti con stoffe di riuso e riciclo che ci vengono donate. Una parte delle stoffe sono tinteggiate mediante l’utilizzo di alimenti naturali (foglie, cipolle, fiori), senza l’utilizzo di agenti chimici.
Il packaging minimale tiene in considerazione non solo la necessità di cura e attenzione ai dettagli che il cliente e il prodotto meritano, ma anche l’impatto ambientale, che è ridotto al minimo.
Personalizzazione ogni prodotto è unico e inoltre offrono ai clienti anche la possibilità di scegliere, a partire dai prototipi abbinamenti di colori e stili, per poter godere di un pezzo unico e originale.

I laboratori Assiri
I laboratori Assiri

Il progetto

L’indipendenza economica è una necessità primaria, ed una ambizione, per tutti. A maggior ragione lo è per chi deve ricostruirsi una vita lontano dal proprio contesto di provenienza e dal proprio tessuto sociale e relazionale.
Per gli ospiti nei progetti di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, il “trovare un lavoro” diventa anche il primo strumento di indipendenza e autonomia, parallelamente all’apprendimento della lingua italiana. Ma è soprattutto un crocevia di esperienze, di competenze, di storie, di volti. E’ un luogo di scambio e di crescita, di condivisione e di incontro. 

Gli abiti della collezione Assiri
Gli abiti della collezione Assiri
Gli abiti della collezione Assiri
Gli abiti della collezione Assiri

Qui lo shop

Fonti:
assirisartoria.it
www.ditutticolori.org
Pagina Facebook
Pagina Instagram
rivestiti2020.sharevent.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori/ Laboratori sartoriali

Reborn in Italy | Atelier sociale

I laboratori di Reborn
I laboratori di Reborn

Reborn in Italy | Atelier sociale

Reborn in Italy | Atelier sociale “non è un Brand. È una Scuola di Volo. Un posto dove si insegna a usare le proprie ali.” Così viene descritto il progetto sul loro sito. Questa descrizione ci fa subito capire quale sia il fine primo del loro Atelier. Il principio che muove il loro lavoro è la valorizzazione della persona e il recupero della dignità dell’esistenza del singolo e della famiglia all’interno della società. Le protagoniste sono sarte invisibili, rinate in Italia, mamme sopravvissute alla guerra, all’esodo, alla vita in strada. Sono mamme che vengono accolte insieme ai loro figli da La Contrada cooperativa sociale e aiutate a costruire un nuovo futuro.

Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn
Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn

Com’è nato il progetto

Sollecitati dalla realtà, dall’emergenza sbarchi che ha caratterizzato anche l’estate del 2015 e da alcuni amici del settore, il 3 novembre 2015 hanno avviato il Progetto Oliver – Centro di Accoglienza Straordinaria nel chierese. Il progetto proposto è stato pensato appositamente per nuclei familiari di varia composizione, offrendo l’accoglienza ad un numero sicuramente limitato di persone ma garantendone la presa in carico totale. Mentre per gli uomini accolti la possibilità di trovare un’occupazione è relativamente più facile per la tipologia di lavori che possono svolgere, per le donne, spesso mamme e spesso sole, la situazione è più complessa, ed è per questo che La Contrada grazie alle preziose collaborazioni con realtà affermate nel settore Moda Fashion, ha avviato un percorso formativo di sartoria per alcune donne

Donne, madri al lavoro
Donne, madri al lavoro

La Sartoria Sociale

La Sartoria Sociale serve proprio a questo, a fare da ponte, serve a insegnare un lavoro per creare una nuova base per il futuro. Da Reborn si impara l’arte della sartoria, dal modello al taglio e al cucito fino al prodotto finito. L’associazione svolge attività di volontariato. Reborn si autofinanzia proprio grazie ai soli prodotti venduti che oltretutto seguono un idea di ecosostenibilità. Infatti i capi vengono creati solo una volta dopo essere stati prenotati online così da non creare un accumulo di prodotti e un surplus ma creando senza sprechi solo ciò che poi verrà effettivamente venduto.

Donne, madri al lavoro
Donne, madri al lavoro

Gli obiettivi del progetto

Gli obiettivi, condivisi con le ragazze, sono: far nascere delle sarte capaci, affidabili e formate sulla materia, riuscire ad abbreviare la loro difficile strada, farle crescere in modo che sappiano tessere legami con le mani e non abusando del proprio corpo, sottraendole così a un futuro in strada.
Scrivere una pagina nuova nella storia del tessile con la trama di una moda basata sulla dignità della vita soprattutto quella femminile.

Le tovagliette per la cucina di Reborn
Le tovagliette per la cucina di Reborn

I prodotti che creano

Sul sito si possono trovare tantissimi prodotti, infatti oltre a abiti sono acquistabili accessori, e prodotti di arredo tessile. Tutta la loro produzione è creata ovviamente a mano con fibre naturali, materiali di riciclo e a km 0.

Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn
Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn
Il logo di Reborn in Italy
Il logo di Reborn in Italy

Qui lo shop

Fonti:
www.reborninitaly.it
Pagina Instagram
Pagina Facebook
curavisoecapelli.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori/ Laboratori sartoriali

Parallelo | Prodotti da scappati di casa

I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo

Parallelo | Prodotti da scappati di casa

Parallelo | Prodotti da scappati di casa è un laboratorio sociale di giovani artigiani e creativi che promuove l’inclusione di persone fragili e straniere. Realizzando prodotti utili e sostenibili, utilizzando materie prime di recupero creano oggetti di un design essenziale. Tra i vari laboratori si trova la sartoria i prodotti sono tutti diversi tra loro, nei colori e nei dettagli, perché vengono realizzati a mano dagli artigiani utilizzando materiali di recupero. Parallelo ha scelto di adottare un design essenziale, che valorizza il vissuto dei materiali e le naturali imperfezioni della fattura artigianale: ogni pezzo è un pezzo unico, come chi l’ha realizzato.

I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo

Scappati di casa da ogni parallelo

Parallelo è un’iniziativa di Officina Casona, un’impresa sociale giovane che lavora per favorire l’integrazione, l’autonomia e l’inclusione sul territorio. Sviluppiamo progetti imprenditoriali sostenibili, rivolti in particolare ai giovani, agli stranieri e alle periferie sociali, promuovendo opportunità di lavoro, formazione, aggregazione e incontro. Sono giovani artigiani e creativi che hanno dato vita ad un laboratorio per l’integrazione e l’inclusione lavorativa e sociale di soggetti fragili e persone straniere. Il laboratorio si trova a Castellanza (VA), in uno spazio requisito alla criminalità organizzata e restituito alla comunità.

I ragazzi di Parallelo
I ragazzi di Parallelo

“Viaggiatori e stanziali, lontani e vicini, giovani e meno giovani.
Sognatori, appassionati, creativi, extraordinari.
Da ogni latitudine, da ogni parallelo.”

I principi

Senza dubbio credono nel valore della diversità, dell’etica e della dignità del lavoro. Incoraggiano i princìpi dell’accoglienza e del dare nuove opportunità a chi si ritrova a vivere nella marginalità. Danno spazio alla creatività soprattutto nel lavoro artigianale, grazie al quale creano prodotti unici, interamente fatti a mano e sostenibili. Infatti pongono attenzione verso l’ambiente, pertanto utilizzano materiale di scarto, destinato a divenire rifiuto, come bancali, tessuti, pellame che vengono donati o forniti da aziende del territorio.

Le sacche zaino prodotte da Parallelo
Le sacche zaino prodotte da Parallelo

I servizi

Oltre ai prodotti il laboratorio sociale offre servizio alle imprese quanto ai privati. Come? Per le prime offrono servizi di comunicazione ed organizzazione eventi, così come prodotti, allestimenti, forniture su misura e corsi di CSR o team building. Per i privati invece dedicano ai corsi di artigianato, riparazioni e prodotti su misura, allestimenti e prodotti per le ricorrenze.

I tessuti utilizzati da Parallelo
I tessuti utilizzati da Parallelo

Qui lo shop

Fonti:
Sito del laboratorio
Pagina Facebook
csrnatives.net

Beatrice Bracchi

In Laboratori/ Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Banco lotto n°10 | Venezia

Il negozio di Banco lotto n°10 a Venezia
Il negozio di Banco lotto n°10 a Venezia

Le ristrette del banco lotto n°10

Le ristrette del banco lotto n°10 è così che si chiamano il brand e l’omonimo negozio di abiti creati dalla sezione femminile del carcere della Giudecca di Venezia.
La sartoria nasce, dell’impegno della Cooperativa Il Cerchio che, da oltre vent’anni è impegnata nel creare attività e occupazioni per chi si trova in carcere o sconta pene alternative tra Venezia e Treviso. Dal 2003 infatti, la Cooperativa sociale ha creato all’interno del carcere veneziano un laboratorio sartoriale, dove le ristrette imparano l’arte di taglio e cucito. Quest’iniziativa ha come primario obiettivo quello di dare l’opportunità alle detenute di imparare un mestiere, competenza determinante per un loro positivo reinserimento nella società.

Un abito della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10

La sartoria

La coordinatrice della sartoria insegna a 6/7 ristrette del Carcere Femminile della Giudecca l’arte del cucito e le migliori tecniche di taglio e cucito. Le donne imparano un lavoro creativo e artigianale.  Offrire l’opportunità di imparare un lavoro, sarà fondamentale per un reinserimento positivo nella società. Gli abiti sono tutti disegnati e pensati dalla Coordinatrice, coadiuvata da una sarta professionista e una cartamodellista. Si lavora con tessuti di altissima qualità.  Ogni capo, dal disegno, al taglio fino alla confezione è realizzato nella sartoria dietro le porte blindate del carcere. Inoltre vengono coinvolte importanti ditte tessili da cui cominciano ad arrivare scampoli in quantità rilevante ed è con questi tessuti che il prodotto sartoriale diventa di più alta qualità. 

I tessuti  utilizzati dal Banco lotto n°10
I tessuti utilizzati dal Banco lotto n°10

La boutique

Tutti i prodotti (abiti, giacche, borse, accessori moda) sono venduti al BANCO LOTTO N° 10 in Salizada Sant’Antonin 3478/a Castello a Venezia.  Il negozio è proprio Banco Lotto n.10 che prende il nome dal luogo dove in passato sorgeva un antica ricevitoria del gioco del lotto. Gli abiti delle ristrette sono venduti solamente in quest’unico punto vendita ma con un’eccezione, infatti tutti gli anni la Biennale del cinema di Venezia mette a disposizione del brand uno spazio durante il periodo del festival.

Un abito della collezione Banco lotto n°10
Abiti della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10

Il laboratorio esterno

Non molto lontano, a Sacca Fisola, “Il Cerchio” ha avviato anche un laboratorio esterno nato per offrire lavoro alle donne della sartoria una volta uscite dal carcere. Fin dalla sua origine, questo secondo laboratorio ha operato a fasi alterne: al momento è attivo, e viene utilizzato anche come magazzino.

Un abito della collezione Banco lotto n°10
Un abito della collezione Banco lotto n°10

La sfilata

Vestiti, Usciamo! è sfilata evento che, da qualche anno, viene organizzata per far conoscere la nuova collezione di Banco Lotto n.10, che diventa così una realtà consolidata e conosciuta.  La sfilata è la perfetta unione tra il mondo penitenziario veneziano e quello più “leggero” della vita mondana della città.

La sfilata del banco lotto n°10 del 2018
La sfilata del banco lotto n°10 del 2018

Fonti:
smackonline.it
Ilpolopositivo.com
Pagina Facebook del banco lotto n°10
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Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Coloriage | luogo di incontri

Il mondo di coloriage

Coloriage è un luogo di incontri creativi e contaminazioni culturali in cui nascono pezzi unici e originali. E’ un atelier di sartoria in cui si creano vestiti e accessori per grandi e piccoli, e un laboratorio di riciclo e di riuso, dove si trasformano abiti, complementi d’arredo e mobili un gioco tra colori e materie, tessuti originali e forme contemporanee, con un’esigenza di qualità.

I tessuti sartoriali
I tessuti sartoriali

Gli obiettivi

Coloriage è un luogo di incontri, proprio perchè vuole contribuire all’integrazione sociale e professionale di donne e uomini, attraverso la valorizzazione delle loro pratiche e dei loro saperi artigianali. Fondata nel 2018, l’associazione Terià promuove attività di formazione, educazione e sensibilizzazione, rivolte alla valorizzazione di arti e mestieri di persone inoccupate e appartenenti a paesi in via di sviluppo, in particolare del continente africano.
L’associazione infatti ha avviato anche una scuola di formazione sartoriale a più livelli

Il lavoro sartoriale
Il lavoro sartoriale

I corsi

I corsi si rivolgono a giovani in cerca di un’alternativa ai lavori anonimi e industrializzati, e inoltre ai migranti presenti nel nostro territorio. Diversamente che in Europa, nella maggior parte dei paesi di provenienza dei migranti la tradizione sartoriale è ancora viva e ricchissima. La scommessa di Coloriage è che i migranti possano aiutarci a riprendere il nostro artigianato sartoriale e insieme ad aprirlo a stili diversi, attraverso delle creazioni multiculturali che tengano conto delle esigenze del mercato europeo e internazionale.

I corsi della scuola di sartoria
I corsi della scuola di sartoria

Etica

Nell’ atelier si rispettano i tempi di produzione, le condizioni di lavoro e il ritmo di vita degli artigiani. Inoltre Terià garantisce un compenso equo ai soggetti coinvolti nei suoi progetti. I processi di produzione si svolgono in un contesto ecoresponsabile, in cui vengono promosse strategie di riuso e di «spreco zero», nel rispetto e nella valorizzazione dei materiali e delle risorse locali.

I corsi della scuola di sartoria
I corsi della scuola di sartoria

Contaminazione culturale

Al centro dei progetti Terià come in Coloriage c’è una declinazione multiculturale della creatività. Aritigiani e designer degli emisferi nord e sud lavorano insieme, in un processo di condivisione di saperi e pratiche da cui nascono prodotti unici e originali. In questo scambio e in questa creazione comuni, intervengono diverse tecniche artigianali . Troviamo la sartoria, tintura, tessitura, pelletteria, tappezzeria, trasformazione di materie prime – per esempio del cotone in Mali.
Per concludere, la multiculturalità è la chiave delle creazioni dei laboratori Terià e delle tecniche sviluppate, ma anche dell’approccio umano e sociale.

Qui il loro shop

Fonti:
Coloriage
Pagina facebook
Pagina Instagram

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali

Fatto@Scampia | Etico e Inclusivo

Fatto@Scampia | Etico e Inclusivo
Fatto@Scampia | Etico e Inclusivo

Il marchio

Fatto@scampia | etico e inclusivo, fa parte della rete di realtà, sparse in tutta Italia, che incentivano una moda ecosostenibile con primi destinatari i giovani.
Il progetto veicola l’idea di un prodotto completamente made in Scampia, progettato e realizzato secondo lavorazione artigianale, e legato inestricabilmente al territorio in cui nasce ed opera la realtà cooperativa, il cui scopo è certamente quello di contribuire allo sviluppo e al radicamento della cultura del lavoro e della legalità sul territorio.

La produzione di accessori
La produzione di accessori

Il laboratorio di sartoria

Il laboratorio di sartoria produttore del marchio nasce nel 2004. Un progetto della Cooperativa Sociale “La Roccia”. Nasce a seguito di un corso di formazione per Sarte della Regione Campania che ha coinvolto un gruppo di ragazze di Scampia interessate all’inserimento lavorativo in questo campo professionale;  e si propone di formare al lavoro ragazze e donne del quartiere Scampia. In particolare, oltre al trasferimento delle competenze professionali specifiche, lo scopo è offrire un’esperienza di serena crescita nei valori della cultura del lavoro e della legalità.
Grazie allo sviluppo professionale e personale delle persone che ne fanno parte e alla formazione sul campo le sarte e agli artigiani hanno avuto un incremento delle competenze professionali, attraverso un confronto costante con la realtà del mercato e le problematiche legate al lavoro quotidiano, attraverso la possibilità di sperimentare lo spirito della cooperazione e condividere le responsabilità dell’attività professionale.

Foto della campagna promozionale della collezione
Foto della campagna promozionale della collezione

Lo scopo del progetto

La cooperativa sociale La Roccia, che commercializza i suoi prodotti col marchio fatto@scampia, ha come scopo il coinvolgimento di persone svantaggiate. Inoltre le attività lavorative sono regolarmente svolte, in un quartiere tristemente noto per i traffici di droga della camorra. La Roccia ha due laboratori, uno di sartoria e uno di legatoria e cartotecnica, che impegnano una decina di persone, quasi tutte donne. Oltre alle normali attività produttive, attualmente la sartoria ospita i giovanissimi. Sia del territorio, impegnati in un percorso di alternanza scuola-lavoro, che mira a contrastare la dispersione scolastica attraverso la crescita professionale e personale degli studenti; sia tirocinanti, quasi sempre giovani donne extracomunitarie, che, a contatto con le socie, si preparano ad affrontare il mondo del lavoro.

Foto della campagna promozionale della collezione
Foto della campagna promozionale della collezione di Fatto@Scampia

Qui il loro shop

Fonti:
Sito della sartoria
Vita
Pagina Facebook

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Endelea | Dream Bold

I tipici tessuti wax utilizzati per i progetti Endelea
I tipici tessuti wax utilizzati per i progetti Endelea

Endelea | Dream Bold

Endelea | Dream Bold è un brand di moda etica nato a Milano nel 2018 con l’idea di creare collezioni di abiti e accessori in tessuti wax africani dal design made in Italy. Produce in un paese africano con una esplicita missione etica che è parte integrante del progetto. Il nome Endelea che in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi” è anche il motto coraggioso di chi crede nella creatività, nelle connessioni e nel valore delle persone e delle loro capacità.

Il team tanzaniano
Il team tanzaniano

Il progetto

ln primo luogo l’obiettivo è contribuire allo sviluppo di una vera e propria industria della moda in Tanzania, ad oggi quasi del tutto assente. Endelea sceglie quindi di investire sulla formazione, collaborando con le università locali, organizzando workshop gratuiti e sponsorizzando borse di studio. Nascono così le collezioni che sono disegnate in Italia e realizzate a mano con tessuti africani in Tanzania. Poi parte ricavi sono reinvestiti in programmi educativi per studenti di moda e design. La loro mission si basa sulla combinazione di tre elementi: l’utilizzo di stoffe africane, il design italiano e la forte componente etica del progetto.

Endelea  in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi”
Endelea in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi”

Il team

I tre soci fondatori di Endelea sono Francesca De Gottardo, CEO e responsabile marketing e operations; Serena Izzo, vice-presidente e responsabile e-commerce; e Andrea De Gottardo, CFO e responsabile fundraising. Inoltre il team è composto da diverse figure freelance che collaborano stabilmente con Endelea fin dal suo inizio, sia in Italia sia in Tanzania, integrando le competenze di fashion design, modellistica, controllo produzione, graphic design, fotografia, comunicazione e organizzazione di eventi. Il team italiano, quasi esclusivamente femminile, mentre quello tanzaniano, è composto da sarte, sarti e gli studenti di fashion design di Dar Es Salaam.

Il team Endelea
Il team Endelea

Le collezioni

I loro capi sono fatti a mano con passione e sono pensati per durare a lungo, stagione dopo stagione: per una moda etica che rispetta la creatività, le persone e l’ambiente. Le collezioni di Endelea sono disegnate a Milano e realizzate a mano a Dar es Salaam, in Tanzania.  Così anche i tessuti sono acquistati nei mercati locali e i modelli prodotti in loco, in un laboratorio costruito insieme a sarti e sarte tanzaniani. Così da creare risorse e lavoro direttamente in Tanzania.
Si nello shop si possono acquistare sia abiti che accessori ma anche elementi d’arredo come cuscini, tovaglie e molto altro.

La collezione di abiti con stoffe wax
La collezione di abiti con stoffe wax

Qui il link allo shop.

Fonti:
Sito di Endelea
Pagina Facebook
Pagina Instagram
Ipresslive

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Imama project | Human value

Human value, worker value
Human value, worker value

Imama project | Human value

Imama project | Human value è un’associazione che nasce per sostenere progetti sociali in Italia e nel mondo. Nella foresta guineana si dice “i mama” per augurare una giornata gioiosa quando il sole sorge e tutto si risveglia.

Un capo della collezione Imama
Un capo della collezione Imama

La sartoria sociale

Imama è soprattutto una sartoria sociale nata per dare lavoro a donne che vivono in Guinea (uno dei paesi africani più poveri al mondo) abili nel cucire capi con fantasie e colori meravigliose. Ogni pezzo porta il nome della sarta che lo ha realizzato. Il ricavato ottenuto dalle vendite è reinvestito in progetti umanitari in Italia e nel mondo Qui lo shop Scegli un capo sartoriale Imama e sostieni i loro progetti.

Foto shooting della gonna Amelie di Imama
Foto shooting della gonna Amelie di Imama

La mission

L’associazione pone l’accento sulla formazione e sulla centralità del lavoro come ambiti dello sviluppo della persona umana. Il punto di partenza è la soddisfazione dei bisogni primari per evolvere verso le competenze formative. Inoltre punta ha sviluppare rapporti culturali e relazionali che ne possano consentire una vita vissuta consapevolmente e dignitosamente. Inoltre l’associazione ha dato vita a diversi progetti legati all’ambito della moda e del tessile. In primo luogo Imama si dirige verso un modello di economia solidale che offre una reale opportunità ai privati di intervenire in ambito sociale. Una prospettiva autosostenibile, dove i diversi progetti sociali potranno svilupparsi grazie ai fondi ricavati dalla vendita dei prodotti all’interno di un sistema attivo e propositivo legato alle competenze dei soggetti coinvolti.

I laboratori Imama
I laboratori Imama

Hope couture

Il progetto Hope couture promuove l’imprenditoria nel settore tessile in Italia e nel mondo.
L’obiettivo è di sviluppare un’opportunità economica che permetta ai beneficiari di diversificare la loro produzione e rinforzare il flusso commerciale nei mercati locali e internazionali aumentando le attività generatrici di reddito e la loro autonomia.

Il progetto Hope coture
Il progetto Hope coture

Un filo di libertà

Invece Un filo di libertà, è una scuola di formazione nel settore tessile. Imama mira al rafforzamento delle competenze professionali, organizzative e gestionali di giovani donne non scolarizzate nella Repubblica di Guinea e il successivo avvio di attività generatrici di reddito.
Inoltre è attivo un percorso di alfabetizzazione per fornire alle partecipanti le conoscenze base di lettura, scrittura e calcolo per facilitarle nell’apprendimento verso una maggiore autonomia.

Qui link allo shop

Fonti:
Sito dell’associazione
Pagina Facebook
Pagina Instagram
www.cosmopolitan.com

Beatrice Bracchi

In Progetti internazionali

LOOM | Fair Trade

Una lavoratrice indossa il Nòn-Là tipico copricapo Vietnamita
Una lavoratrice indossa il Nòn-Là tipico copricapo Vietnamita

Loom Fair Trade

LOOM Fair Trade è una cooperativa senza finalità di lucro nata nel 2014 con l’obiettivo di sostenere progetti di commercio equo e solidale e instaurare rapporti e strategie condivise con i produttori e con le loro organizzazioni di riferimento.In seguito alla visita dei laboratori tessili in Vietnam con cui opera Craft Link, importano sciarpe artigianali e accessori prodotti nel rispetto dei principi del commercio equo.

Un'artigiana vietnamita con il tipico telaio locale
Un’artigiana vietnamita con il tipico telaio locale

La Mission

LOOM si ispira ai principi di economia solidale:
– Giustizia sociale e rispetto della dignità dell’uomo.
– Riscoperta e valorizzazione delle tradizioni.
– Rispetto della sicurezza e salute dei lavoratori.
– Salvaguardia dell’ambiente.
– Prefinanziamento ai produttori sugli acquisti.
– Riconoscimento di un profitto giusto e dignitoso.
– Sostegno ai progetti di lotta alla povertà nelle comunità più povere.
– Promozione dell’inclusione sociale e del lavoro per i gruppi vulnerabili, disabili e minoranze etniche.

Le artigiane vietnamite al telaio
Le artigiane vietnamite al telaio

La produzione

Permettere ad un numero sempre maggiore di ragazze di Thai Binh (Vietnam) di avere un lavoro grazie al quale poter continuare a vivere dignitosamente nelle proprie comunità. Infatti i prodotti sono realizzati a mano con telai in legno in Vietnam nel distretto di Thai Binh dalle artigiane della seta. Inoltre tutta la produzione, dall’allevamento del baco da seta, alla filatura e tessitura è fatta con metodi manuali da gruppi di lavoro composti da circa 25 artigiane. La lavorazione della seta rappresenta una fonte integrativa di reddito molto importante per le comunità rurali dove la povertà è molto diffusa.

I filati lavorati a telaio
I filati lavorati a telaio

I materiali

Lavorano filati pregiati che grazie al telaio di legno assumono una trama unica nel suo genere. Ogni prodotto realizzato è diverso dagli altri e racconta una storia tramandata con amore da molte generazioni. La seta prodotta in loco, grazie all’ambiente incontaminato, è tra le più pregiate e apprezzata per le sue caratteristiche di resistenza, morbidezza e colore bianco perla.
La scelta dei colori è uno dei momenti più importanti. L’uso di coloranti ecologici ci permette di proporre una gamma di colori molto ampia. Le tecniche di tintura che le artigiane utilizzano permettono di ottenere una luminosità dei colori unica nel suo genere.

I recipienti per le tinture naturaledella seta
I recipienti per le tinture naturali della seta

Qualcosa in più…

Oltre all’acquisto dei prodotti LOOM Fair Trade si impegna a offrire un sostegno finanziario, commerciale e di risorse per lo sviluppo di nuovi prodotti  che possano essere apprezzati dai rivenditori e dai loro clienti. 
In primo luogo prefinanzia le artigiane pagando in anticipo il 50% dei prodotti permettendo l’acquisto delle materie prime e e degli stipendi. Dopodiché sostiene investimenti nelle comunità diretti a fornire telai e strumenti per lo sviluppo di nuovi prodotti.
Sostiene il rispetto dell’ambiente pagando un surplus per l’uso di materie prime 100% naturali e coloranti certificati azo free. Investe in comunicazione per far conoscere il commercio equo e solidale perché crede in un’economia più giusta.

In conclusione un circolo virtuoso diretto a far crescere il progetto e con esso il numero di artigiane coinvolte con importanti risvolti in termini di lotta alla povertà e sostenibilità ambientale.

La produzione finale di sciarpe e accessori Loom
La produzione finale di sciarpe e accessori Loom

Fonti:
Pagina Facebook
Sito
Homifashionjewels

Beatrice Bracchi

In Progetti nelle carceri

O’press | Laboratorio etico serigrafico

Laboratorio serigrafico artigianale.
Laboratorio serigrafico artigianale.

O’press | laboratorio etico serigrafico

O’press | laboratorio etico serigrafico, è nato all’interno della Sezione Alta Sicurezza del Carcere di Genova  Marassi. Un luogo di lavoro e incontro in cui alcune persone detenute, formate e regolarmente assunte, cercano di dare un senso alla loro detenzione. Attraverso la realizzazione di stampe serigrafiche su tessuti, soprattutto t-shirt. Da qui anche il nome del progetto che ruota attorno a un doppio significato. Infatti da una parte ci fa pensare all’ oppressione della detenzione ma ricorda anche la gestualità della stampa a mano.

I gesti e la manualità all'interno del laboratorio o'press.
I gesti e la manualità all’interno del laboratorio o’press.

Le collaborazioni

Il progetto O’Press nasce nel 2008 dalla collaborazione tra Bottega Solidale, l’Istituto scolastico Vittorio Emanuele-Ruffini, l’associazione Teatro Necessario e la Fondazione De Andrè. Lo scopo è quello di abbinare all’ attività principale di promotori del commercio equo, il tema della rieducazione carceraria. Soprattutto in questi anni, grazie al sostegno delle Botteghe del Commercio Equo e Solidale, siamo cresciuti molto. Sono migliorate le nostre capacità di produzione, ed è aumentata la qualità del nostro lavoro sotto tanti punti di vista. Dall’attenzione al cliente, al valore e alla tipologia delle stampe.

Le t-shirt della collezione
Le t-shirt della collezione

La produzione

O’Press rappresenta un progetto sociale al 100% le maglie sono di cotone biologico, provengono da fornitori certificati, vengono lavorate all’interno della Casa Circondariale di Marassi. Tutto il processo di stampa serigrafica viene fatto artigianalmente da quattro persone detenute, che attraverso l’impegno e la grande passione che mettono nel loro lavoro cercano di dare un senso alla loro detenzione.

Io sogno fortissimo, lo slogan della campagna di raccolta fondi.
Io sogno fortissimo, lo slogan della campagna di raccolta fondi.

Perché appoggiare il progetto

Innanzitutto il lavoro in carcere rappresenta un pilastro della rieducazione. Si è visto che gli incarichi più formativi sono proprio quelli per le imprese che creano un ponte con la società e fanno svolgere ai detenuti attività richieste dal mercato. La riabilitazione è un processo che può iniziare ma che deve proseguire anche fuori. Rimanere nell’inattività aspettando che il tempo passi durante il periodo di detenzione, non avere nessuna occupazione intellettuale o manuale, non permette di riflettere sulla propria vita e di generare cambiamenti positivi.

O’PRESS dal 2008 confeziona sogni e ora ha bisogno proprio di te. QUI la campagna di raccolta fondi. Compila il form di donazione per ricevere in omaggio la tua t-shirt.

Fonti:

www.bottegasolidale
Pagina facebook

In In collaborazione con grandi aziende/ Laboratori sartoriali

QUID | Progetto sociale

I laboratori dell'associazione.
I laboratori dell’associazione.

Il marchio

QUID progetto sociale è marchio di moda che nasce da un tessuti di qualità del miglior Made in Italy recuperati localmente per mano di donne con un passato di fragilità. Progetto QUID nasce dalla volontà di sperimentare il reinserimento lavorativo di donne in difficoltà attraverso il loro impiego in attività produttive che rispondono alle logiche del mercato e che allo stesso tempo stimolano una partecipazione attiva alla bellezza e alla creatività.
QUID nasce come Associazione di Promozione Sociale nel 2012 per volontà di cinque amici appassionati di moda e con un cuore per il sociale. A marzo 2013 all’Associazione si è aggiunta la Cooperativa Sociale Progetto QUID e al team di partenza si è affiancata una squadra di creativi emergenti.

La collezione Quid autunno inverno 20/21.
La collezione autunno inverno 20/21.

Quid. Brand nativo sostenibile e un inclusivo innovatore sociale. 

Quid. Breve e essenziale questa parola esprime la concretezza del nostro approccio al problema dell’emarginazione sociale. Quid offre quel qualcosa in più alla comunità, al cliente e ai marchi partner. Questo valore aggiunto è dunque universale e unisce – proprio come la molletta del loro logo – valori di mercato e valori sociali.
Creatività e bellezza si fondono con l’ampio respiro della sostenibilità ambientale e del recupero di tessuti di qualità altrimenti inutilizzati grazie a una rete di brand partner rigorosamente selezionati e locali.

I tessuti derivati dagli scarti di aziende tessili prestigiose.
I tessuti derivati dagli scarti di aziende tessili prestigiose.

I tessuti utilizzati

Le collezioni QUID prendono vita da eccedenze di tessuti messe a disposizione dalle più prestigiose aziende di moda e del settore tessile.
Procuriamo le nostre materie prime grazie a una rete di oltre 50 fabbriche di tessuti, marchi storici della moda italiana.
Alcuni soci donano il tessuto in eccesso che non sono in grado di utilizzare, altri vendono il loro surplus a un prezzo simbolico. Perciò la sostenibilità passa dal recupero dell’eccedenza. Qui un elenco di tutte le aziende tessili partners.

I dati del progetto
I dati del progetto.

L’evoluzione del progetto.

In origine il progetto era diretto a garantire il reinserimento lavorativo di donne con un passato di fragilità, ma con l’evoluzione delle esigenze sociali ha iniziato a coinvolgere nuovi soggetti bisognosi, e come ex tossico dipendenti e richiedenti asilo. I dipendenti vengono segnalati da associazioni di volontariato che collaborano con Quid e spesso vengono scelte persone che hanno già fatto un percorso sartoriale, ma esistono anche casi di formazione on the job fornita dai responsabili di produzione interni a Quid.

Qui lo shop

Fonti:

https://www.quidorg.it/
http://www.fondazioneveronese.org/
https://dressthechange.org/progetto-quid/
https://www.facebook.com/progettoquid
https://www.instagram.com/progettoquid/

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Sartoria Sanvittore | Not charity, just work

Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice
Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice

Not charity, just work

La sartoria Sartoria Sanvittore a Milano è un progetto nato nel 2008 dall’impegno della cooperativa Alice, un ente che dal 1992 opera nel campo sociale. Con il motto Not charity, just work la Sartoria si impegna a restituire dignità a donne emarginate attraverso il lavoro sartoriale. La loro mission è la costruzione di una società inclusiva. Di fatto vogliono restituire centralità alla persona e sostenere lo sviluppo sostenibile attraverso l’artigianalità del Made in Italy e le filiere etiche. Con il suo impegno quotidiano ha consentito a più di 450 donne emarginate di raggiungere l’indipendenza economica restituendo loro una nuova chance di futuro. Con le sue attività dimostra come la restituzione di dignità attraverso il lavoro non sia solo un modello di business efficace, ma un investimento sociale utile ed efficace per tutti.
Il lavoro fa scattare una serie di meccanismi emotivi, ma dipende sempre dalla persona. Chi si è salvato, si è sempre salvato da solo, grazie a delle opportunità.

Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice
Immagini della campagna pubblicitaria della cooperativa Alice

La mission

Per la cooperativa Alice il lavoro è lo strumento principe per riportare al posto giusto persone, valori, ruoli, relazioni.
Attraverso l’arte della sartorialità italiana cerca di ristabilire un giusto equilibrio tra la legalità, le donne che hanno commesso reato e la società stessa. Attiva dal 1992 ha supportato nei percorsi di re-inserimento sociale più di 450 donne in difficoltà. Così la cooperativa ha maturando una competenza specifica nella conduzione di percorsi di riabilitazione di persone ristrette nella libertà.
I laboratori artigianali sono attivi all’interno del carcere di Monza (pelletteria), nel carcere di San Vittore e Bollate (sartorie) a Milano, e nella sede esterna della cooperativa (sartoria) per consentire il proseguio del progetto di riabilitazione anche una volta terminata la pena.
La Cooperativa re-investe totalmente gli utili derivanti dalle sue lavorazioni in percorsi di formazione e inclusione lavorativa per combattere la recidiva di reato e restituire dignità alle persone, ed educare la società alla sostenibilità sociale.

Siamo tutti Alice
Siamo tutti Alice.

La sfida

Nei laboratori della cooperativa, non solo le donne riconquistano l’indipendenza, ma stanno diventando parte di una tradizione più ampia, quella delle tecniche artigianali italiane. La loro sfida è quella di rompere gli stigma. Non è detto che se una produzione è fatta da una cooperativa sociale debba essere di bassa qualità. Anzi all’interno dei laboratori vengono realizzati anche una serie di accessori e abiti in collaborazione con marchi di moda oltre che – potrà sembrare ironico – toghe su misura per i magistrati per una vero e propria ricongiungimento con la legalità. Nelle fotografie della campagna pubblicitaria un cerchio rosso protegge il volto delle sarte, perché ciò che realmente conta e definisce l’identità di ognuno di noi è ciò che creiamo con le nostre mani.

Vincino per Cooperativa Alice, 2010
Vincino per Cooperativa Alice, 2010

Sostieni la campagna di raccolta fondi per garantire ossigeno ai progetti della cooperativa a favore delle donne in difficoltà. Qui

Fonti:
Cooperativa Alice
www.vita.it
Le strade di Milano
Pagina facebook

Beatrice Bracchi



In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Talking Hands | Con le mani mi racconto

“Rifùgiati” è una collezione di micro-spazi, ideati per bambini, dalla forte connotazione grafica realizzata da Talking Hands in collaborazione con il designer Matteo Zorzenon
“Rifùgiati” è una collezione di micro-spazi, ideati per bambini, dalla forte connotazione grafica realizzata da Talking Hands in collaborazione con il designer Matteo Zorzenon

Come è nato il progetto

Il progetto Talking Hands è nato a Treviso nel 2016. Partito come un workshop multidisciplinare per ridare dignità a rifugiati e richiedenti asilo attraverso il lavoro e poi diventato un laboratorio fisso. La progettazione è organica, e coinvolge professionisti con competenze diverse. Troviamo designer, modellisti e stilisti volontari, che lavorano insieme ai ragazzi. é un laboratorio permanente di design e innovazione sociale. Il progetto incoraggia i partecipanti a usare l’attività progettuale e manuale come forma di narrazione delle proprie biografie, dei luoghi di provenienza, dei viaggi compiuti e dei propri sogni. Nel corso degli ultimi anni, si è rivelato un importante strumento d’inclusione sociale. Così non solo si apprendono nuove abilità e mestieri che potranno servire in futuro. Inoltre si danno occasioni di lavoro riconosciute, si producono e si vendono oggetti e si partecipa a iniziative di solidarietà .

All'interno dei laboratori
All’interno dei laboratori

Perchè Talking Hands

Il nome nasce per lanciare un messaggio, ovvero Mani Parlanti. Se la vita ti ha tolto tutto e non possiedi più niente, neppure un titolo di cittadinanza, questo non significa che qualcuno possa toglierti il desiderio di rimetterti in gioco, di riprendere in mano il tuo destino, esiste una ricchezza tanto grande da non poter essere misurata e che proviene dal nostro vissuto biografico, dai nostri occhi, dalla nostra sensibilità e certamente anche dalle nostre mani.

I protagonisti del progetto
I protagonisti del progetto

I protagonisti del progetto

All’interno dei diversi atelier lavorano assieme designer, richiedenti asilo, rifugiati, fotografi, insegnanti, giornalisti, pensionati e volontari che a vario titolo partecipano al progetto. Di centrale importanza è il mix di professionisti e non. Questo per varie ragioni. La prima è la scelta di operare in un contesto che si colloca a metà tra formazione professionale e attività di laboratorio, questo per consentire ai ragazzi di implementare le proprie abilità. In secondo luogo risulta fondamentale la creazione di occasioni di dialogo orizzontale, di operare in un contesto transculturale senza perdere di vista l’obiettivo di valorizzare con i nostri progetti.

I protagonisti del progetto
I protagonisti del progetto

Capsule collection Mixtè

La neonata capsule collection si chiama Mixité e fa dell’unicità un vanto. Letteralmente: non c’è un capo uguale all’altro, un mash up di stoffe provenienti da luoghi diversi. Anche con lo stesso cartamodello, il risultato è diverso a seconda della mano del sarto e del tessuto impiegato. Una delle sorprese è che i pezzi della collezione sono double-face e unisex. Da un lato le stoffe wax, dall’altro lato, materiali preziosi provenienti dal Lanificio Paoletti, azienda fondata nel 1795, che da dieci generazioni lavora la lana senza sbiancanti, ne coloranti e a chilometro zero. Il risultato è un prodotto etico ed ecologico.

Qui lo shop

Fonti:
www.vita.it
sito di Talking Hands
Pagina Facebook di Talking Hands

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Kamba sartoria | Un legame con le origini

I ragazzi della sartoria
I ragazzi della sartoria

Modelli italiani e stoffe africane si incontrano a Genova, Kamba è la sartoria in cui avviene il dialogo.

Kamba è una sartoria sociale nata all’interno della cooperativa genovese Un’Altra Storia. Fa parte di un progetto sociale che vede protagonisti i richiedenti asilo. Nasce l’idea di creare un legame tra le nostre origini, cercando un continuo dialogo. Kamba in Swahili (lingua diffusa in gran parte dell’Africa) significa corda. Una corda che mantiene i legami con le origini, pertanto i ragazzi realizzano vestiti con materiali etnici per creare legami tra modelli italiani e stoffe africane.  

Le produzioni Kamba
Le produzioni Kamba

La cooperativa un’Altra Storia

La Cooperativa Un’Altra Storia, si occupa dal 2015 dell’ospitalità dei richiedenti protezione internazionale. Il progetto della Cooperativa si sviluppa all’interno dell’ex ospedale San Raffaele, situato nel quartiere collinare genovese di Coronata. Ed è in questa realtà che sono nati diversi laboratori, oltre alla sartoria troviamo l’orto e la falegnameria.
I richiedenti asilo, accompagnati presso la struttura, vengono inizialmente affiancati nell’iter sanitario/documentale e informati sulla proposta educativa e formativa. Il preciso intento è quello di aiutarli con disciplina e continuità a costruire il loro futuro.

La sartoria
La sartoria

Il progetto

A seguito di un anno di formazione, svolto su due livelli, base e avanzato, i corsisti acquisiscono le competenze tecniche necessarie allo svolgimento della professione in autonomia. Da qui nasce il progetto Kamba: una sartoria solidale che vede protagonisti i richiedenti asilo. I borsisti del corso realizzano vestiti con stoffe africane mantenendo un legame con le proprie origini. Una collezione di accessori e capi d’abbigliamento pret a porter e su misura per uomo e donna. A esempio troviamo dalle shopper estive, alle t-shirt colorate, fino agli abiti a tubino, ogni nostro capo è unico perché realizzato interamente a mano.

Le tipiche stoffe wax africane
Le tipiche stoffe wax africane

Gli obbiettivi

L’idea nasce dal desidero di progettare un percorso di crescita che possa fornire ai nostri ragazzi un’autonomia lavorativa spendibile anche al di fuori della comunità. Inoltre la vendita delle loro creazioni al pubblico sostiene non solo i nostri corsi professionali, ma è anche un’occasione d’incontro e di contatto con nuove realtà . In conclusione Kamba non vuole solo essere un posto di lavoro, ma un’utile opportunità per i ragazzi di trascorrere del tempo insieme, imparando e divertendosi.

Fonti:
Pagina Facebook della sartoria
Cooperativa un’altra storia
La voce di Genova
Pagina Instagram della sartoria

Beatrice Bracchi