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In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Kechic | Milano Dakar

Kechic
keChic

La sartoria sociale KeChic

La sartoria sociale KeChic è una sartoria e un marchio di abbigliamento italo africano. È una speranza che prende forma, un sogno che diventa realtà, un’opera comune che, con ago e filo, unisce Dakar a Milano. Nasce dall’incontro tra Valeria e Cheikh. Lui senegalese e sarto, lei italiana ed esperta di comunicazione. Prende origine da questa amicizia, dalla voglia di creare qualcosa di bello insieme e di condividerlo. KeChic ha sede in un piccolo Atelier-laboratorio di via Arese 18, nel quartiere Isola, dove è possibile scegliere di persona stoffe e modelli. La particolarità infatti è che realizzano i capi su misura con tele senegalesi dai colori e fantasie di ogni genere, mixate con tessuti scelti dal singolo cliente. 

I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic

L’attività

Intrecciare fili, mescolare storie, saperi e usanze lontane, mettersi nei panni dell’altro. È questa la magia che trasforma un mix di tessuti in un capo unico e irripetibile. L’esplosione di colori dal sapore etnico del wax africano, si sposa con stoffe e forme della tradizione europea. Parola d’ordine: artigianalità. Tutto è fatto a mano e con la massima cura dei dettagli. Fodere per cappotti, tasche e taschini, gilet imbottiti, bordature, colli e cappucci. Ma Kechic oltre ad essere un atelier sartoriale, è uno spazio di creatività, relazioni, incontri, idee e dialogo tra le diversità. E’ il nostro salotto “misto” culturale.

I protagonisti di Kechic
I protagonisti di Kechic

Milano Dakar

Fare rete, giocare in squadra. È questa la filosofia di Kechic. Oltre che un atelier sartoriale, sono anche un’associazione APS con uno scopo sociale. Tutto parte dal Centre Handicapé di Dakar, dove Cheikh dopo essersi ammalato di poliomielite ha imparato il mestiere di sarto, il luogo in cui è cresciuto e che non ha mai dimenticato. Molti dei suoi compagni del Centro sono oggi collaboratori a distanza. Scelgono le migliori stoffe, le spediscono in Italia e realizzano una parte della produzione di accessori. Cheikh in Italia ha poi potuto approfondire lo studio della modellistica e scoprire stili grazie al supporto della Scuola di Sartoria “Teatro della moda”

Cheikh
Cheikh

Obiettivi del progetto

Il nostro progetto prevede la ricostruzione del Centro Handicapé di Dakar, struttura messa a dura prova dagli allagamenti della stagione delle piogge, per farlo tornare il polo di attrazione culturale e sociale del quartiere, come era un tempo. Oltre che di far crescere la sartoria creando un’occasione di lavoro per le persone più vulnerabili.

I ragazzi del Centro Handicapé di Dakar.
I ragazzi del Centro Handicapé di Dakar.
I ragazzi di Dakar
I ragazzi di Dakar
I prodotti di Kechic
I prodotti di Kechic

Qui lo shop

Fonti:
www.kechic.it
Pagina Instagram
Pagina Facebook
www.marieclaire.com
www.vita.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Mafric | Moda Africa Craft

Gli abiti della collezione Mafric
Gli abiti della collezione Mafric

Mafric | Moda Africa Craft

Mafric | Moda Africa Craft è una sartoria milanese che crea abiti attraverso i quali il design italiano scopre i colori sgargianti dell’Africa. I pezzi sartoriali creati sono tutti fatti a mano, unici e solidali. Infatti ogni capo si pone l’obiettivo di essere il risultato finale di una filiera produttiva sostenibile, in grado di generare valore ed avere un forte impatto sociale. E’ un progetto in collaborazione con con la Sartoria Sociale SunnCoop, una cooperativa tutta al femminile della periferia milanese. La sartoria offre prospettive di riscatto a donne madri, straniere e senza possibilità di lavoro sul territorio.

I prodotti della collezione Mafric
I prodotti della collezione Mafric

Da dove nasce Mafric

Mafric è una start-up di moda che nasce nel cuore dell’Africa in Zambia e si sviluppa e cresce nella città e nelle perifierie di Milano. Tutto ha inizio nel 2018 a Livingstone, città perla dell’Africa, sul fianco delle Cascate Vittoria. L’idea nasce dall’esperienza di Servizio Civile Volontario di  Mario Giovanni Lucchesi, al termine di un lungo anno vissuto a stretto contatto con le realtà artigianali locali, Giovanni sente il bisogno di fare tesoro.
Decide così di riportare a casa una testimonianza di quella ricchissima cultura; tante sono le cose che avrebbe potuto portare con sé, ma alla fine sceglie quelle più affascinanti: le stoffe Wax. E con loro porta l’atmosfera e i colori di questo spicchio d’Africa ormai entrato nel suo cuore.

Mario Giovanni Lucchesi in Zambia
Mario Giovanni Lucchesi in Zambia

I principi fondanti del progetto

In primo luogo il progetto si fonda su due principi cardine: interculturalità e moda sostenibile. Mafric nasce dall’esigenza di creare un luogo di incontro fra due culture, italiana e africana, all’apparenza così distanti, ma in realtà unite dalla grande passione per il fashion.

Gli abiti della collezione Mafric
Gli abiti della collezione Mafric

Gli obiettivi del progetto

Multiculturalità e moda sostenibile. Queste le parole chiave. L’obiettivo di Mafric è ora quello di creare una rete di sartorie sociali a livello nazionale aiutando e sostenendo donne in situazione di vulnerabilità attraverso il lavoro sartoriale.
Infatti ci sono le donne dell’Uganda, ex donne di uomini soldati oppure le vedove che sono considerate impure nel contesto sociale di appartenenza proprio per le loro scelte sentimentali: essere state con uomini soldato oppure aver perso il marito.Infine a tutte queste donne Mafric offre l’opportunità di avere una fonte di sostentamento, di imparare un mestiere, di guadagnare dei soldi che le aiuteranno a crescere le loro famiglie. 

I prodotti della collezione Mafric
I prodotti della collezione Mafric

Il processo creativo di Mafric

Come prima cosa Mafric si occupa della parte creativa, sebbene volentieri vengano coinvolte, nella fase di ideazione della collezione, anche le sarte stesse.
Una volta creata la collezione e il campionario, ogni sartoria riceve il materiale e i cartamodelli per procedere al confezionamento; questa fase si svolge rispettando anche l’esperienza di ogni singola realtà (c’è chi è più abile a confezionare borse, chi astucci, chi gonne…).
Quando è terminato il confezionamento degli articoli il tutto viene nuovamente ricentralizzato e Mafric si occupa della distribuzione ai clienti.
Questo procedimento permette di avere un’unica collezione omogenea ma confezionata da più realtà, ognuna seguendo la propria specializzazione, valorizzando al meglio le singole capacità delle sarte.
Il metodo produttivo permette di fornire lavoro a micro realtà che spesso si trovano senza possibilità di un respiro più ampio e sono costrette a chiudere; il tutto rispettando l’autonomia di ogni singola realtà che partecipa al progetto.

I prodotti della collezione Mafric

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Fonti:
mafric.it
Mafric pagina Instagram
Mafric pagina Facebook
www.italiachecambia.org
www.africarivista.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali

Assiri | Sartoria Eco-Etica

I protagonisti di Assiri
I protagonisti di Assiri

Assiri | Sartoria Eco-Etica

Assiri | Sartoria Eco-Etica nasce dalla cooperativa Di tutti i colori che si è sempre impegnata nel favorire la conoscenza in materia di immigrazione e di garantire assistenza a persone migranti e non in difficoltà. E’ una sartoria Eco-Etica si impegna nell’orientamento lavorativo e nel supporto alla ricerca attiva del lavoro delle persone ospiti nei progetti di accoglienza. Non solo sartoria, quindi ma anche inclusione sociale, crescita professionale e relazionale. Sempre con uno sguardo all’ecologia ed all’etica.

I protagonisti di Assiri
I protagonisti di Assiri

Perché Assiri

Il termine “assirì” significa “nodo” in Djula (lingua nazionale in Costa d’avorio e veicolare in molti paesi dell’africa subsahariana).
Il nodo ha per noi una forza evocativa importante: il nodo rappresenta l’intreccio, è l’immagine di qualcosa che è in grado di trasformarsi e rigenerarsi per dar vita a forme nuove, è l’icona della possibilità di essere resistentissimo e flessibile allo stesso tempo (si pensi ai nodi marinareschi).In molte culture, inoltre, il nodo è simbolo di vita e continuità tra l’essere umano, il divino (non religiosamente inteso) e la natura.
Infine il nodo richiama anche il senso del tempo trascorso in mare (l’unità di misura marittima è appunto il “nodo” perché nell’antichità la si calcolava mediante il numero di nodi contati in un dato lasso di tempo) per raccontare a chi ci conoscerà, e per ricordare sempre anche a noi, il Mediterraneo: è da lì, da quella traversata, che ha inizio la storia dell’incontro che ci ha portati qui.

I laboratori Assiri
I laboratori Assiri

I quattro pilastri fondamentali

Mescolanza, infatti la linea di prodotti , è in grado di fondere stili e colori dell’Africa e dell’Europa, anche mediante l’utilizzo di stoffe batik e wax.
Eticità fatta di giusti compensi, equo trattamento dei lavoratori e tutti i guadagni sono reinvestiti in progetti sociali. Una parte delle stoffe proviene da una realtà sociale che investe una parte dei guadagni in programmi di prevenzione e cura della malaria.
Ecologia Infatti i prodotti sono fatti con stoffe di riuso e riciclo che ci vengono donate. Una parte delle stoffe sono tinteggiate mediante l’utilizzo di alimenti naturali (foglie, cipolle, fiori), senza l’utilizzo di agenti chimici.
Il packaging minimale tiene in considerazione non solo la necessità di cura e attenzione ai dettagli che il cliente e il prodotto meritano, ma anche l’impatto ambientale, che è ridotto al minimo.
Personalizzazione ogni prodotto è unico e inoltre offrono ai clienti anche la possibilità di scegliere, a partire dai prototipi abbinamenti di colori e stili, per poter godere di un pezzo unico e originale.

I laboratori Assiri
I laboratori Assiri

Il progetto

L’indipendenza economica è una necessità primaria, ed una ambizione, per tutti. A maggior ragione lo è per chi deve ricostruirsi una vita lontano dal proprio contesto di provenienza e dal proprio tessuto sociale e relazionale.
Per gli ospiti nei progetti di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, il “trovare un lavoro” diventa anche il primo strumento di indipendenza e autonomia, parallelamente all’apprendimento della lingua italiana. Ma è soprattutto un crocevia di esperienze, di competenze, di storie, di volti. E’ un luogo di scambio e di crescita, di condivisione e di incontro. 

Gli abiti della collezione Assiri
Gli abiti della collezione Assiri
Gli abiti della collezione Assiri
Gli abiti della collezione Assiri

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Fonti:
assirisartoria.it
www.ditutticolori.org
Pagina Facebook
Pagina Instagram
rivestiti2020.sharevent.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori/ Laboratori sartoriali

Reborn in Italy | Atelier sociale

I laboratori di Reborn
I laboratori di Reborn

Reborn in Italy | Atelier sociale

Reborn in Italy | Atelier sociale “non è un Brand. È una Scuola di Volo. Un posto dove si insegna a usare le proprie ali.” Così viene descritto il progetto sul loro sito. Questa descrizione ci fa subito capire quale sia il fine primo del loro Atelier. Il principio che muove il loro lavoro è la valorizzazione della persona e il recupero della dignità dell’esistenza del singolo e della famiglia all’interno della società. Le protagoniste sono sarte invisibili, rinate in Italia, mamme sopravvissute alla guerra, all’esodo, alla vita in strada. Sono mamme che vengono accolte insieme ai loro figli da La Contrada cooperativa sociale e aiutate a costruire un nuovo futuro.

Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn
Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn

Com’è nato il progetto

Sollecitati dalla realtà, dall’emergenza sbarchi che ha caratterizzato anche l’estate del 2015 e da alcuni amici del settore, il 3 novembre 2015 hanno avviato il Progetto Oliver – Centro di Accoglienza Straordinaria nel chierese. Il progetto proposto è stato pensato appositamente per nuclei familiari di varia composizione, offrendo l’accoglienza ad un numero sicuramente limitato di persone ma garantendone la presa in carico totale. Mentre per gli uomini accolti la possibilità di trovare un’occupazione è relativamente più facile per la tipologia di lavori che possono svolgere, per le donne, spesso mamme e spesso sole, la situazione è più complessa, ed è per questo che La Contrada grazie alle preziose collaborazioni con realtà affermate nel settore Moda Fashion, ha avviato un percorso formativo di sartoria per alcune donne

Donne, madri al lavoro
Donne, madri al lavoro

La Sartoria Sociale

La Sartoria Sociale serve proprio a questo, a fare da ponte, serve a insegnare un lavoro per creare una nuova base per il futuro. Da Reborn si impara l’arte della sartoria, dal modello al taglio e al cucito fino al prodotto finito. L’associazione svolge attività di volontariato. Reborn si autofinanzia proprio grazie ai soli prodotti venduti che oltretutto seguono un idea di ecosostenibilità. Infatti i capi vengono creati solo una volta dopo essere stati prenotati online così da non creare un accumulo di prodotti e un surplus ma creando senza sprechi solo ciò che poi verrà effettivamente venduto.

Donne, madri al lavoro
Donne, madri al lavoro

Gli obiettivi del progetto

Gli obiettivi, condivisi con le ragazze, sono: far nascere delle sarte capaci, affidabili e formate sulla materia, riuscire ad abbreviare la loro difficile strada, farle crescere in modo che sappiano tessere legami con le mani e non abusando del proprio corpo, sottraendole così a un futuro in strada.
Scrivere una pagina nuova nella storia del tessile con la trama di una moda basata sulla dignità della vita soprattutto quella femminile.

Le tovagliette per la cucina di Reborn
Le tovagliette per la cucina di Reborn

I prodotti che creano

Sul sito si possono trovare tantissimi prodotti, infatti oltre a abiti sono acquistabili accessori, e prodotti di arredo tessile. Tutta la loro produzione è creata ovviamente a mano con fibre naturali, materiali di riciclo e a km 0.

Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn
Immagine dal catalogo dei prodotti di Reborn
Il logo di Reborn in Italy
Il logo di Reborn in Italy

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Fonti:
www.reborninitaly.it
Pagina Instagram
Pagina Facebook
curavisoecapelli.it

Beatrice Bracchi

In Laboratori/ Laboratori sartoriali

Parallelo | Prodotti da scappati di casa

I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo

Parallelo | Prodotti da scappati di casa

Parallelo | Prodotti da scappati di casa è un laboratorio sociale di giovani artigiani e creativi che promuove l’inclusione di persone fragili e straniere. Realizzando prodotti utili e sostenibili, utilizzando materie prime di recupero creano oggetti di un design essenziale. Tra i vari laboratori si trova la sartoria i prodotti sono tutti diversi tra loro, nei colori e nei dettagli, perché vengono realizzati a mano dagli artigiani utilizzando materiali di recupero. Parallelo ha scelto di adottare un design essenziale, che valorizza il vissuto dei materiali e le naturali imperfezioni della fattura artigianale: ogni pezzo è un pezzo unico, come chi l’ha realizzato.

I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo
I prodotti di Parallelo

Scappati di casa da ogni parallelo

Parallelo è un’iniziativa di Officina Casona, un’impresa sociale giovane che lavora per favorire l’integrazione, l’autonomia e l’inclusione sul territorio. Sviluppiamo progetti imprenditoriali sostenibili, rivolti in particolare ai giovani, agli stranieri e alle periferie sociali, promuovendo opportunità di lavoro, formazione, aggregazione e incontro. Sono giovani artigiani e creativi che hanno dato vita ad un laboratorio per l’integrazione e l’inclusione lavorativa e sociale di soggetti fragili e persone straniere. Il laboratorio si trova a Castellanza (VA), in uno spazio requisito alla criminalità organizzata e restituito alla comunità.

I ragazzi di Parallelo
I ragazzi di Parallelo

“Viaggiatori e stanziali, lontani e vicini, giovani e meno giovani.
Sognatori, appassionati, creativi, extraordinari.
Da ogni latitudine, da ogni parallelo.”

I principi

Senza dubbio credono nel valore della diversità, dell’etica e della dignità del lavoro. Incoraggiano i princìpi dell’accoglienza e del dare nuove opportunità a chi si ritrova a vivere nella marginalità. Danno spazio alla creatività soprattutto nel lavoro artigianale, grazie al quale creano prodotti unici, interamente fatti a mano e sostenibili. Infatti pongono attenzione verso l’ambiente, pertanto utilizzano materiale di scarto, destinato a divenire rifiuto, come bancali, tessuti, pellame che vengono donati o forniti da aziende del territorio.

Le sacche zaino prodotte da Parallelo
Le sacche zaino prodotte da Parallelo

I servizi

Oltre ai prodotti il laboratorio sociale offre servizio alle imprese quanto ai privati. Come? Per le prime offrono servizi di comunicazione ed organizzazione eventi, così come prodotti, allestimenti, forniture su misura e corsi di CSR o team building. Per i privati invece dedicano ai corsi di artigianato, riparazioni e prodotti su misura, allestimenti e prodotti per le ricorrenze.

I tessuti utilizzati da Parallelo
I tessuti utilizzati da Parallelo

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Fonti:
Sito del laboratorio
Pagina Facebook
csrnatives.net

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Coloriage | luogo di incontri

Il mondo di coloriage

Coloriage è un luogo di incontri creativi e contaminazioni culturali in cui nascono pezzi unici e originali. E’ un atelier di sartoria in cui si creano vestiti e accessori per grandi e piccoli, e un laboratorio di riciclo e di riuso, dove si trasformano abiti, complementi d’arredo e mobili un gioco tra colori e materie, tessuti originali e forme contemporanee, con un’esigenza di qualità.

I tessuti sartoriali
I tessuti sartoriali

Gli obiettivi

Coloriage è un luogo di incontri, proprio perchè vuole contribuire all’integrazione sociale e professionale di donne e uomini, attraverso la valorizzazione delle loro pratiche e dei loro saperi artigianali. Fondata nel 2018, l’associazione Terià promuove attività di formazione, educazione e sensibilizzazione, rivolte alla valorizzazione di arti e mestieri di persone inoccupate e appartenenti a paesi in via di sviluppo, in particolare del continente africano.
L’associazione infatti ha avviato anche una scuola di formazione sartoriale a più livelli

Il lavoro sartoriale
Il lavoro sartoriale

I corsi

I corsi si rivolgono a giovani in cerca di un’alternativa ai lavori anonimi e industrializzati, e inoltre ai migranti presenti nel nostro territorio. Diversamente che in Europa, nella maggior parte dei paesi di provenienza dei migranti la tradizione sartoriale è ancora viva e ricchissima. La scommessa di Coloriage è che i migranti possano aiutarci a riprendere il nostro artigianato sartoriale e insieme ad aprirlo a stili diversi, attraverso delle creazioni multiculturali che tengano conto delle esigenze del mercato europeo e internazionale.

I corsi della scuola di sartoria
I corsi della scuola di sartoria

Etica

Nell’ atelier si rispettano i tempi di produzione, le condizioni di lavoro e il ritmo di vita degli artigiani. Inoltre Terià garantisce un compenso equo ai soggetti coinvolti nei suoi progetti. I processi di produzione si svolgono in un contesto ecoresponsabile, in cui vengono promosse strategie di riuso e di «spreco zero», nel rispetto e nella valorizzazione dei materiali e delle risorse locali.

I corsi della scuola di sartoria
I corsi della scuola di sartoria

Contaminazione culturale

Al centro dei progetti Terià come in Coloriage c’è una declinazione multiculturale della creatività. Aritigiani e designer degli emisferi nord e sud lavorano insieme, in un processo di condivisione di saperi e pratiche da cui nascono prodotti unici e originali. In questo scambio e in questa creazione comuni, intervengono diverse tecniche artigianali . Troviamo la sartoria, tintura, tessitura, pelletteria, tappezzeria, trasformazione di materie prime – per esempio del cotone in Mali.
Per concludere, la multiculturalità è la chiave delle creazioni dei laboratori Terià e delle tecniche sviluppate, ma anche dell’approccio umano e sociale.

Qui il loro shop

Fonti:
Coloriage
Pagina facebook
Pagina Instagram

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Endelea | Dream Bold

I tipici tessuti wax utilizzati per i progetti Endelea
I tipici tessuti wax utilizzati per i progetti Endelea

Endelea | Dream Bold

Endelea | Dream Bold è un brand di moda etica nato a Milano nel 2018 con l’idea di creare collezioni di abiti e accessori in tessuti wax africani dal design made in Italy. Produce in un paese africano con una esplicita missione etica che è parte integrante del progetto. Il nome Endelea che in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi” è anche il motto coraggioso di chi crede nella creatività, nelle connessioni e nel valore delle persone e delle loro capacità.

Il team tanzaniano
Il team tanzaniano

Il progetto

ln primo luogo l’obiettivo è contribuire allo sviluppo di una vera e propria industria della moda in Tanzania, ad oggi quasi del tutto assente. Endelea sceglie quindi di investire sulla formazione, collaborando con le università locali, organizzando workshop gratuiti e sponsorizzando borse di studio. Nascono così le collezioni che sono disegnate in Italia e realizzate a mano con tessuti africani in Tanzania. Poi parte ricavi sono reinvestiti in programmi educativi per studenti di moda e design. La loro mission si basa sulla combinazione di tre elementi: l’utilizzo di stoffe africane, il design italiano e la forte componente etica del progetto.

Endelea  in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi”
Endelea in swahili significa “andare avanti, continuare senza arrendersi”

Il team

I tre soci fondatori di Endelea sono Francesca De Gottardo, CEO e responsabile marketing e operations; Serena Izzo, vice-presidente e responsabile e-commerce; e Andrea De Gottardo, CFO e responsabile fundraising. Inoltre il team è composto da diverse figure freelance che collaborano stabilmente con Endelea fin dal suo inizio, sia in Italia sia in Tanzania, integrando le competenze di fashion design, modellistica, controllo produzione, graphic design, fotografia, comunicazione e organizzazione di eventi. Il team italiano, quasi esclusivamente femminile, mentre quello tanzaniano, è composto da sarte, sarti e gli studenti di fashion design di Dar Es Salaam.

Il team Endelea
Il team Endelea

Le collezioni

I loro capi sono fatti a mano con passione e sono pensati per durare a lungo, stagione dopo stagione: per una moda etica che rispetta la creatività, le persone e l’ambiente. Le collezioni di Endelea sono disegnate a Milano e realizzate a mano a Dar es Salaam, in Tanzania.  Così anche i tessuti sono acquistati nei mercati locali e i modelli prodotti in loco, in un laboratorio costruito insieme a sarti e sarte tanzaniani. Così da creare risorse e lavoro direttamente in Tanzania.
Si nello shop si possono acquistare sia abiti che accessori ma anche elementi d’arredo come cuscini, tovaglie e molto altro.

La collezione di abiti con stoffe wax
La collezione di abiti con stoffe wax

Qui il link allo shop.

Fonti:
Sito di Endelea
Pagina Facebook
Pagina Instagram
Ipresslive

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Imama project | Human value

Human value, worker value
Human value, worker value

Imama project | Human value

Imama project | Human value è un’associazione che nasce per sostenere progetti sociali in Italia e nel mondo. Nella foresta guineana si dice “i mama” per augurare una giornata gioiosa quando il sole sorge e tutto si risveglia.

Un capo della collezione Imama
Un capo della collezione Imama

La sartoria sociale

Imama è soprattutto una sartoria sociale nata per dare lavoro a donne che vivono in Guinea (uno dei paesi africani più poveri al mondo) abili nel cucire capi con fantasie e colori meravigliose. Ogni pezzo porta il nome della sarta che lo ha realizzato. Il ricavato ottenuto dalle vendite è reinvestito in progetti umanitari in Italia e nel mondo Qui lo shop Scegli un capo sartoriale Imama e sostieni i loro progetti.

Foto shooting della gonna Amelie di Imama
Foto shooting della gonna Amelie di Imama

La mission

L’associazione pone l’accento sulla formazione e sulla centralità del lavoro come ambiti dello sviluppo della persona umana. Il punto di partenza è la soddisfazione dei bisogni primari per evolvere verso le competenze formative. Inoltre punta ha sviluppare rapporti culturali e relazionali che ne possano consentire una vita vissuta consapevolmente e dignitosamente. Inoltre l’associazione ha dato vita a diversi progetti legati all’ambito della moda e del tessile. In primo luogo Imama si dirige verso un modello di economia solidale che offre una reale opportunità ai privati di intervenire in ambito sociale. Una prospettiva autosostenibile, dove i diversi progetti sociali potranno svilupparsi grazie ai fondi ricavati dalla vendita dei prodotti all’interno di un sistema attivo e propositivo legato alle competenze dei soggetti coinvolti.

I laboratori Imama
I laboratori Imama

Hope couture

Il progetto Hope couture promuove l’imprenditoria nel settore tessile in Italia e nel mondo.
L’obiettivo è di sviluppare un’opportunità economica che permetta ai beneficiari di diversificare la loro produzione e rinforzare il flusso commerciale nei mercati locali e internazionali aumentando le attività generatrici di reddito e la loro autonomia.

Il progetto Hope coture
Il progetto Hope coture

Un filo di libertà

Invece Un filo di libertà, è una scuola di formazione nel settore tessile. Imama mira al rafforzamento delle competenze professionali, organizzative e gestionali di giovani donne non scolarizzate nella Repubblica di Guinea e il successivo avvio di attività generatrici di reddito.
Inoltre è attivo un percorso di alfabetizzazione per fornire alle partecipanti le conoscenze base di lettura, scrittura e calcolo per facilitarle nell’apprendimento verso una maggiore autonomia.

Qui link allo shop

Fonti:
Sito dell’associazione
Pagina Facebook
Pagina Instagram
www.cosmopolitan.com

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti internazionali

Talking Hands | Con le mani mi racconto

“Rifùgiati” è una collezione di micro-spazi, ideati per bambini, dalla forte connotazione grafica realizzata da Talking Hands in collaborazione con il designer Matteo Zorzenon
“Rifùgiati” è una collezione di micro-spazi, ideati per bambini, dalla forte connotazione grafica realizzata da Talking Hands in collaborazione con il designer Matteo Zorzenon

Come è nato il progetto

Il progetto Talking Hands è nato a Treviso nel 2016. Partito come un workshop multidisciplinare per ridare dignità a rifugiati e richiedenti asilo attraverso il lavoro e poi diventato un laboratorio fisso. La progettazione è organica, e coinvolge professionisti con competenze diverse. Troviamo designer, modellisti e stilisti volontari, che lavorano insieme ai ragazzi. é un laboratorio permanente di design e innovazione sociale. Il progetto incoraggia i partecipanti a usare l’attività progettuale e manuale come forma di narrazione delle proprie biografie, dei luoghi di provenienza, dei viaggi compiuti e dei propri sogni. Nel corso degli ultimi anni, si è rivelato un importante strumento d’inclusione sociale. Così non solo si apprendono nuove abilità e mestieri che potranno servire in futuro. Inoltre si danno occasioni di lavoro riconosciute, si producono e si vendono oggetti e si partecipa a iniziative di solidarietà .

All'interno dei laboratori
All’interno dei laboratori

Perchè Talking Hands

Il nome nasce per lanciare un messaggio, ovvero Mani Parlanti. Se la vita ti ha tolto tutto e non possiedi più niente, neppure un titolo di cittadinanza, questo non significa che qualcuno possa toglierti il desiderio di rimetterti in gioco, di riprendere in mano il tuo destino, esiste una ricchezza tanto grande da non poter essere misurata e che proviene dal nostro vissuto biografico, dai nostri occhi, dalla nostra sensibilità e certamente anche dalle nostre mani.

I protagonisti del progetto
I protagonisti del progetto

I protagonisti del progetto

All’interno dei diversi atelier lavorano assieme designer, richiedenti asilo, rifugiati, fotografi, insegnanti, giornalisti, pensionati e volontari che a vario titolo partecipano al progetto. Di centrale importanza è il mix di professionisti e non. Questo per varie ragioni. La prima è la scelta di operare in un contesto che si colloca a metà tra formazione professionale e attività di laboratorio, questo per consentire ai ragazzi di implementare le proprie abilità. In secondo luogo risulta fondamentale la creazione di occasioni di dialogo orizzontale, di operare in un contesto transculturale senza perdere di vista l’obiettivo di valorizzare con i nostri progetti.

I protagonisti del progetto
I protagonisti del progetto

Capsule collection Mixtè

La neonata capsule collection si chiama Mixité e fa dell’unicità un vanto. Letteralmente: non c’è un capo uguale all’altro, un mash up di stoffe provenienti da luoghi diversi. Anche con lo stesso cartamodello, il risultato è diverso a seconda della mano del sarto e del tessuto impiegato. Una delle sorprese è che i pezzi della collezione sono double-face e unisex. Da un lato le stoffe wax, dall’altro lato, materiali preziosi provenienti dal Lanificio Paoletti, azienda fondata nel 1795, che da dieci generazioni lavora la lana senza sbiancanti, ne coloranti e a chilometro zero. Il risultato è un prodotto etico ed ecologico.

Qui lo shop

Fonti:
www.vita.it
sito di Talking Hands
Pagina Facebook di Talking Hands

Beatrice Bracchi

In Laboratori sartoriali/ Progetti nelle carceri

Kamba sartoria | Un legame con le origini

I ragazzi della sartoria
I ragazzi della sartoria

Modelli italiani e stoffe africane si incontrano a Genova, Kamba è la sartoria in cui avviene il dialogo.

Kamba è una sartoria sociale nata all’interno della cooperativa genovese Un’Altra Storia. Fa parte di un progetto sociale che vede protagonisti i richiedenti asilo. Nasce l’idea di creare un legame tra le nostre origini, cercando un continuo dialogo. Kamba in Swahili (lingua diffusa in gran parte dell’Africa) significa corda. Una corda che mantiene i legami con le origini, pertanto i ragazzi realizzano vestiti con materiali etnici per creare legami tra modelli italiani e stoffe africane.  

Le produzioni Kamba
Le produzioni Kamba

La cooperativa un’Altra Storia

La Cooperativa Un’Altra Storia, si occupa dal 2015 dell’ospitalità dei richiedenti protezione internazionale. Il progetto della Cooperativa si sviluppa all’interno dell’ex ospedale San Raffaele, situato nel quartiere collinare genovese di Coronata. Ed è in questa realtà che sono nati diversi laboratori, oltre alla sartoria troviamo l’orto e la falegnameria.
I richiedenti asilo, accompagnati presso la struttura, vengono inizialmente affiancati nell’iter sanitario/documentale e informati sulla proposta educativa e formativa. Il preciso intento è quello di aiutarli con disciplina e continuità a costruire il loro futuro.

La sartoria
La sartoria

Il progetto

A seguito di un anno di formazione, svolto su due livelli, base e avanzato, i corsisti acquisiscono le competenze tecniche necessarie allo svolgimento della professione in autonomia. Da qui nasce il progetto Kamba: una sartoria solidale che vede protagonisti i richiedenti asilo. I borsisti del corso realizzano vestiti con stoffe africane mantenendo un legame con le proprie origini. Una collezione di accessori e capi d’abbigliamento pret a porter e su misura per uomo e donna. A esempio troviamo dalle shopper estive, alle t-shirt colorate, fino agli abiti a tubino, ogni nostro capo è unico perché realizzato interamente a mano.

Le tipiche stoffe wax africane
Le tipiche stoffe wax africane

Gli obbiettivi

L’idea nasce dal desidero di progettare un percorso di crescita che possa fornire ai nostri ragazzi un’autonomia lavorativa spendibile anche al di fuori della comunità. Inoltre la vendita delle loro creazioni al pubblico sostiene non solo i nostri corsi professionali, ma è anche un’occasione d’incontro e di contatto con nuove realtà . In conclusione Kamba non vuole solo essere un posto di lavoro, ma un’utile opportunità per i ragazzi di trascorrere del tempo insieme, imparando e divertendosi.

Fonti:
Pagina Facebook della sartoria
Cooperativa un’altra storia
La voce di Genova
Pagina Instagram della sartoria

Beatrice Bracchi